Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina, c’è da aspettarsi un Gallo diverso in futuro ?

Reggina, c’è da aspettarsi un Gallo diverso in futuro ?

Prima di tracciare un profilo del Gallo presidente serve aspettare ancora un po’ di tempo e soprattutto studiare un po’ il Gallo imprenditore.

Dando un’occhiata alla pagina Facebook della sua azienda lui ci mette sempre la faccia. Non è un vezzo, ma un metodo per dare garanzia ai propri interlocutori che dietro ogni freddo affare non c’è mero business, ma anche il volto di una persona.

Da quando si è insediato in sella alla Reggina ha parlato poco. Due conferenze stampa vere: una d’esordio e l’altra dopo l’esonero di Drago.

Due momenti simbolici, che servono a capire che esporsi in prima persona nei momenti chiave equivale ad assumersi le responsabilità davanti alla gente e non a soddisfare una presunta voglia di presenzialismo.

Nel suo discorso, più volte, gli è stato chiesto se nel suo animo alberga pentimento per essersi fidato di Massimo Taibi.  Lui ha fatto da scudo verso il ds, pur non esonerandolo da responsabilità, sottolineando che le decisioni sono sempre state avallate dal vertice societario.

All’interno del suo discorso però è emerso che la scelta di delegare tutta l’area sportiva, fidandosi alla cieca, è stata una scelta dettata da due punti: l’essere novizio nel mondo del calcio e l’essere stato a lungo impegnato a risolvere questioni extra-campo per una società, secondo quanto da lui riferito, alla canna del gas e con tutto da costruire.

Ci si chiede, a questo punto, se in vista della prossima stagione Gallo deciderà di avere più voce in capitolo, ad esempio, nella stesura e nella scelta della durata dei contratti, nella scelta degli uomini o in altri aspetti.

La struttura che sta creando fa credere che forse  entrerà di più nelle scelte, ma senza invadere le sfere di competenza di chi sarà alla guida dei vari compartimenti stagni in cui la società si sta componendo.