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Reggina, la prossima è la sfida più difficile

La Reggina, da qualche giorno, ha messo in archivio la partita contro il Catania. “Ci restano solo i tre punti” ha detto Massimo Drago sottolineando la necessità di azzerare la testa, non farsi ubriacare dagli elogi e tornare a lavorare a testa bassa in allenamento.

Il rotondo successo sugli etnei ha permesso di evitare forse quello che sembrava l’ostacolo più duro in questo fine stagione.

Almeno sulla carta era così, ma sulla carta non si è mai giocata nessuna partita. La sfida più complicata forse tra quelle residue in campionato è senza dubbio quella con il Rieti.

Gli uomini di Eziolino Capuano non sono avversari che regalano gli stessi stimoli del Catania, il rischio di sottovalutarli è alto e anche quello di rimediare un’altra brutta figura come quella di Francavilla.

Giocano con il 3-5-2, ma lo fanno con un’intensità sensibilmente superiore a quella del Catania e rappresenteranno la prova del nove rispetto alla reale condizione fisica della squadra amaranto che, dopo un paio di mesi in apena, ha dato l’idea di poter reggere il confronto quantomeno con gli etnei, che non sono certo un gruppo di velocisti.

Poi occorrerà valutare che livello ha raggiunto la qualità della manovra contro contendenti pronti a pressare molto più di quanto non facessero i siciliani e, allo stesso momento, a saggiare la capacità di scardinare uno schieramento difensivo che si annuncia solido.

Il tutto, ovviamente, senza dimenticarsi di chiudere ogni spazio in difesa. Giocherà anche l’aspetto psicologico: i laziali sono praticamente salvi, gli amaranto, invece, hanno l’obbligo di ottenere i tre punti.

L’unico vantaggio, per la Reggina, è quello di non correre il rischio di sottovalutare l’avversario: nelle ultime partite ha battuto la Vibonese, la Viterbese, il Catanzaro e pareggiato in casa della Juve Stabia.