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Reggina: è il giorno dell’udienza per le penalizzazioni, il punto della situazione e le possibilità di sconto

Il 28 marzo è arrivato. Nel pomeriggio i legali della Reggina si presenteranno davanti alla Corte d’Appello Federale della Figc per provare a limitare al massimo le penalizzazioni ricevute.

Sono otto, ad oggi, le lunghezze decurtate dalla graduatoria del club amaranto. Tutte sanzioni derivanti da inadempienze del precedente corso societario, ma che, per forza di cose, ricadono anche nella nuova gestione.

La Reggina, senza quella maledetta penalizzazione, avrebbe 44 punti e sarebbe in lotta per il quinto posto, posizione di privilegio per chi accede ai play off.

La ha e perciò deve lottare affinché possa entrare tra le prime dieci.

Tuttavia, riuscire a vedersi restituire qualcosa costituirebbe un successo ed un’iniezione di fiducia, oltre che una spinta concreta importante, in vista delle ultime partite.

Ma a cosa fanno riferimento gli otto punti di penalizzazione?

Entro 16 ottobre andavano versati gli stipendi ed i contributi per i tesserati relativi al bimestre luglio-agosto. La società ai tempi riuscì a versare unicamente gli emolumenti, a casa delle precarie condizioni economiche e all’impossibilità a riscuotere i crediti in Lega (oltre ai mancati incassi dal botteghino e da altre situazioni) per via del ritardo nell’inizio del campionato.  Questa inadempienza vale i primi due punti di penalizzazione.  Ci si proverà, probabilmente, a far leva sul fatto che lo slittamento dell’inizio del torneo avrebbe dovuto comportare anche uno slittamento dei termini.

Entro il 17 dicembre, invece, andavano versati stipendi e contributi di settembre ed ottobre 2017.  Il blocco dei crediti in Lega dipeso dall’istanza di fallimento di Mattia Grassani (creditore, poi saldato da Gallo) e da altre situazioni ha reso impossibile il rispetto delle scadenze.  E’ servito l’intervento dello stesso Gallo a saldare tutto il 21 dicembre, ma ormai tardi affinché si potesse essere dentro i termini.

Questo è costato due punti per gli stipendi non pagati, due per i contributi non pagati e due per la  “recidiva”.  Ed è proprio sui due punti che riguardano la recidiva che la società conta di poter fare molto, considerando che esisterebbe la possibilità di dimostrare che la precedente società si era attivata per accordarsi con Inps e gli altri enti creditizi facendo decadere i presupposti per una sanzione dettata dall’essere recidivi.   Le altre carte da giocare sono il cambio societario, il ritardo relativamente “breve” dipeso dal passaggio di consegne e tanti altri aspetti che, nel complesso, potrebbero fare maturare un po’ di buonsenso in chi andrà a decidere.

C’è fiducia nella società: uno sconto di due punti oggi sembra la prospettiva più credibile. Due punti che di fatto rilancerebbero alla grandissima la squadra di Drago nella corsa ai play off.

Non dovesse arrivare la piccola grazia i margini per farcela ci sarebbero comunque ancora.