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Reggina: per Drago è il momento dell’usato sicuro ?

A Castellammare di Stabia la Reggina è andata in campo con sette giocatori su undici provenienti dal mercato di gennaio.

Confente, Solini, Kirwan e Franchini erano gli unici giocatori che facevano parte della rosa che ha iniziato la stagione. Sette facevano, invece, parte dei nove volti nuovi che il mercato di gennaio ha portato sullo Stretto.

Mai come in quella occasione si è avuta la conferma “statistica” che forse si è messo da parte con troppa fretta chi, per un girone e oltre, ha dimostrato di valere il quinto/sesto posto in classifica.

Chi è arrivato rappresenta indubbiamente una categoria di calciatori di altissimo valore per la categoria, ma al momento più che premiare la Reggina per l’innalzamento del tasso tecnico, i nuovi innesti in alcune fasi pagano sul piano del ritmo e della dinamicità.

L’idea che, nel complesso, si possa creare un perfetto miscuglio tra la “squadra operaia” delle prime venti partite e quella fatta di tanti “fiorettisti” comincia, probabilmente, a farsi strada nella testa di Drago.

La base del ragionamento del tecnico crotonese è probabilmente diversa, non a caso ha sottolineato che per lui non esistano divisioni di questo, ma la sostanza non cambia.

Già contro il Rende si sono visti dal primo minuto Tulissi e Marino, calciatori che pur non avendo il curriculum di chi è arrivato per ultimo oggi offrono più garanzie sul piano del dinamismo.

Non è difficile ipotizzare il fatto che, contro la Paganese, il tecnico possa ancora pescare tra quelli che, con lui, hanno giocato meno.

Zibert e Salandria (se dovesse essere al meglio) potrebbero essere in rampa di lancia per una maglia da titolare.