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Reggina: ko con la capolista Juve Stabia, ma con qualche interrogativo da chiarire

di Pasquale De Marte –  La Reggina perde a Castellammare di Stabia (1-0, a pochi minuti dal termine). Un risultato che, già alla vigilia, poteva starci alla luce del confronto con una squadra ancora imbattuta, che non subisce gol da sette gare di fila e che sembra lanciata verso la promozione in Serie B.

Ogni giudizio va accompagnato alla tara determinata dall’evidenza dei dati. C’è però la consapevolezza che la prova espressa dagli amaranto in Campania poteva essere migliore.

Colpisce, in particolare, il fatto che dopo quattro  partite il cambio della guida tecnica, di fatto, non ha portato quel valore aggiunto che ci si aspettava, grazie al curriculum di chi è subentrato.  Oggi si percepisce una certa difficoltà del gruppo, molto dotato sul piano tecnico, ad abbandonare qualche leziosismo di troppo e su questo ci si aspetterebbe che la mano dell’allenatore facesse la sua parte.

A ciò si aggiunge  una gestione dei cambi tutt’altro che ottimale. Perdere la partita per aver scelto di tenere Baclet stremato (a vista d’occhio) che sbaglia un passaggio per scarsa lucidità è quasi un delitto, così come rinunciare per troppo tempo ad uno come Salandria che avrebbe sicuramente dato altro ritmo al centrocampo nella ripresa.

E pensare che, per un’ora, al netto della necessità di tenere botta contro la migliore squadra del campionato (numeri alla mano), l’impostazione di giocare a viso aperto è sembrata essere quella giusta.

A ciò si aggiunge l’incapacità di trovare una soluzione alla cronica sofferenza sugli esterni difensivi, sebbene appaia evidente a tutti che a disposizione non ci siano Roberto Carlos o Maldini.

Considerazioni e interrogativi che meritano di essere chiariti o risolti con il tempo.

La buona notizie è che la sfuriata iniziale della capolista non abbia portato in dote quattro gol sul groppone come accaduto contro il Catanzaro e che, davanti, non sempre ci sarà l’eccezionale orchestra di Caserta che al 95′ pressa come se fosse il 5′.

Juve Stabia – Reggina: padroni di casa più veloci

Campani e amaranto, al Menti, se la giocano con un forte vento che sembra condizionare particolarmente le dinamiche del gioco. Dopo pochi minuti, la fase difensiva amaranto sembra patirne le conseguenze quando un’incertezza o forse un’incomprensione tra la difesa ed il portiere porta Confente ad arrivare in ritardo su una palla innocua su cui si avventa Paponi. L’attaccante tocca il pallone, subendo un contatto che l’arbitro, forse con troppa fretta, giudica da rigore. Dal dischetto si presenta l’ex centravanti del Parma che calcia a lato.

L’episodio che poteva, da subito, alterare l’equilibrio della sfida gira favorevolmente agli ospiti che provano che, almeno sul piano del gioco, sembrano ribattere colpo su colpo ai padroni di casa.

La Juve Stabia, capolista schiacciasassi del girone, è una macchina che viaggia a velocità superiore rispetto a quella amaranto. Le catene esterne, gli inserimento degli interni e il pressing sembrano funzionare in maniera impeccabile, frutto di un rodaggio durato una stagione e mezza e che oggi vale il primato.

La Reggina, invece, pur manifestando buona padronanza tecnica di alcuni singoli (Bellomo su tutti) è particolarmente lenta in fase di manovra, c’è sempre un tocco in più nella gestione del pallone e quasi mai dimostra di avere capacità per innescare conclusioni pericolose.A ciò si aggiunge qualche scricchiolio evitabile in difesa.

Juve Stabia – Reggina: ripresa equilibrata

In avvio di ripresa si nota un maggiore equilibrio, con una Reggina più precisa nella manovra offensiva.  Drago che, già nel primo tempo, proponeva un  Bellomo praticamente trequartista inverte Strambelli e Doumbia e la mossa sortisce l’effetto sperato nell’occasione in cui gli amaranto sfiorano il vantaggio.

Cross di Strambelli, Baclet spizza, sul secondo palo arriva Doumbia che calcia a botta sicura e trova il clamoroso salvataggio sulla linea di Mezavilla.

Il match è inteso, la Reggina ha spazi ma non li sfrutta come potrebbe. Gli ospiti continuano a patire sui loro terzini, con un Procopio spesso in affanno.  L’ex Sud Tirol si fa beffare dal neoentrato Elia, il cross è buono per Germoni che prende tutti in contro tempo e vede la palla sbattere sulla traversa.

Proprio mentre gli amaranto sembrano averne di più dei campani, arriva il vantaggio stabiese: Baclet (visibilmente stanco e colpevolmente non sostituito) sbaglia un appoggio in uscita, Carlini recupera palla e serve Germoni (forse il migliore in campo) che viaggia verso la porta e trova un tiro-cross deviato che si insacca.

E’ l’episodio che, di fatto, decide una partita in cui la Juve Stabia ha meritato i tre punti.