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Reggina: ciò che la sfida con il Catanzaro ha insegnato

La Reggina, contro il Catanzaro, ha visto cambiare la sua partita praticamente dall’ingresso di Ciccio Salandria in poi.

Non è un dato casuale. Il primo aspetto da sottolineare è che si tratta di un calciatore che, per tanti, motivi sente diversamente il peso della maglia amaranto.

Volendo fare un parallelo si potrebbe dire che, nel tempo, potrebbe rappresentare ciò che il Galardo del Crotone è stato per Massimo Drago.

Ma c’è anche una chiave di lettura tattica. Il centrocampista di Albidona tra i centrocampisti è quello dotato di maggiore velocità, rappresentando un prototipo di giocatore a cui non si può rinunciare quando ci sono da affrontare avversari che muovono velocemente la palla e ribaltano il gioco attraverso pochi passaggi.

Servono uomini in grado di aggredire i portatori di palla avversari con l’efficacia dettata da un passo che deve essere superiore alla media. Non è un caso che con l’ingresso di Salandria Maita e compagni abbiano avuto molta meno libertà e  si siano visti molti più ripiegamenti offensivi.

Difficile oggi tornare ad immaginare una Reggina senza Salandria contro certi avversari.