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Reggina: Gallo vuole Granillo e Sant’Agata, Falcomatà rivela: ‘Lavoriamo a bando unico’

“Oggi c’è stata una riunione presso la città Metropolitana insieme alla curatela e ai dirigenti di città Metropolitana e Comune. L’idea è quella di mettere in un unico bando il marchio della Reggina, il centro sportivo S.Agata e il bando”.

A rivelarlo è il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, ospite di Momenti Amaranto su Video Touring.

L’unica cosa certa è che il presidente Gallo vuole accaparrarsi tutto: “Dobbiamo avere tempi certi. Stiamo facendo periziare il valore dello stadio Granillo, non è un’operazione immediata. Come tempi standard l’Agenzia del Territorio impiega 100-120 giorni. Il nostro obiettivo è fare in modo che già quest’estate chi si aggiudicherà il bando avrà tutto in mano”.

Il bando avrà come grande favorito il club amaranto, ma attenzione chiunque potrebbe partecipare:”E’ un bando a cui possono partecipare tutti. Nell’ipotesi in cui non dovesse vincerlo la squadra più rappresentativa della città, verranno comunque inserite delle clausole affinché la Reggina non abbia problemi a disputare le partite al Granillo”.

Il primo cittadino aspira ad un futuro diverso per l’impianto:”Un privato potrebbe fare molto meglio del pubblico. Si potrebbe non più renderlo un mero tempio dello sport, ma renderlo un impianto da utilizzare sette giorni su sette tutto l’anno”.

Gallo vorrebbe comprare il Granillo, al momento però si potrebbe pensare ad una soluzione simile ma differente:. “Eravamo preparati – rivela Falcomatà- perché avevamo letto qualcosa. E’ vendibile a patto che venga inserito del piano di alienazione dei beni comunali. Tra le soluzioni c’è quello di una concessione a lungo termine. Il nostro obiettivo è che il Granillo diventi molto più di quello che è ora. Gallo è consapevole che si può arrivare ad alti livelli solo passando anche per l’impiantistica come il centro sportivo e lo stadio”.

Falcomatà ha rivelato come Gallo abbia bruciato sul tempo grandi imprenditori interessati al club, non smentendo l’interesse della famiglia Moratti (leggi qui).