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Reggina: Cevoli ha vinto il suo campionato, ora tocca a Drago: le sue quattro missioni

La Reggina, contro il Catanzaro, non ha offerto la peggiore prestazione stagionale.

Semplicemente una delle consuete prove opache di quest’avvio di stagione ha trovato un avversario in grado di mettere a nudo i difetti di una squadra che si è mostrata come né carne, né pesce.

Né troppo abbottonata per parcheggiare il proverbiale “pullman” davanti alla porta, né seriamente istruita ad offendere senza paura il sodalizio di Auteri. E’ sembrato quasi non esserci alcuna strategia, il tutto accompagnato da scelte che hanno fatto storcere il naso sin dalla consegna della formazione e dall’incapacità di mettere una pezza a quanto stava accadendo già nei primissimi minuti di gioco.

Non bisogna dimenticare che non si tratta di una novità nella stagione amaranto.  Vittorie come quelle ottenute contro il Bisceglie o il Siracusa erano state caratterizzate da pessimi primi tempi in cui l’avversario di turno aveva risparmiato gli amaranto solo per pochezza rispetto alla qualità del Catanzaro.  E come dimenticare poi prove come quelle contro Rieti o Cavese.

Il processo di crescita c’è stato, ma non sembrava tale da poter legittimare le ambizioni e l’anticipo di play off contro i giallorossi di Auteri ha messo a nudo le cose.

La Reggina di Cevoli non aveva mai convinto sotto il profilo del gioco, ma era riuscita a trovare puntualmente giocate dei singoli o calci piazzati che cambiavano le carte in tavola.

Andava bene fino a quando l’obiettivo era evitare il peggio, oggi l’asticella si è alzata e il tecnico è apparso lontano dal trovare il salto di qualità.

Il suo campionato, Cevoli, l’ha vinto, a febbraio però ne è iniziato uno nuovo per il quale si è preferito rivolgersi altrove.

La Reggina spera di trovare la svolta con Massimo Drago attraverso quattro semplici mosse.

La prima scelta sarà quella di passare a quattro in difesa, l’altra, invece, riguarderà un lavoro finalizzato a far coesistere quanti più uomini offensivi possibili senza alterare l’equilibrio.

In tal senso Drago a Crotone con il suo 4-2-3-1 alternato al 4-3-3 ha fatto a scuola.

Il terzo passaggio, invece, riguarderà la capacità di dare una mentalità vincente al gruppo, riuscendo a conferirgli un’identità tale  che le consapevolezze, quando si va in campo, superino i timori reverenziali nei confronti dell’avversario.

Il quarto ed ultimo punto sarà quello di tenere vivo l’entusiasmo che sembra essersi risvegliato a Reggio Calabria.

La società mette pressione dicendo di puntare alla Serie B. In città ci sperano, ma c’è la perfetta conoscenza del fatto che la post season è una vera e propria lotteria.

Un “gratta e vinci” a cui nessuno vuole farsi trovare impreparato, men che meno la Reggina dopo un mercato come quello di gennaio. Oggi a Reggio, forse prima ancora di una vittoria, ci si aspetta una squadra che imponga il proprio gioco e dinnanzi alla squadra di paese di turno faccia la voce grossa.

Che l’obiettivo finale arrivi tra qualche mese o tra un anno potrebbe anche essere un dettaglio.