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Reggina, Taibi: ‘I Praticò vogliono salvare la società, mi hanno chiesto Mastrippolito e Kirwan’

Massimo Taibi, direttore sportivo della Reggina, è stato ospite di Radio Antenna Febea, in un momento delicatissimo  per la società amaranto, in cui il futuro è carico di nubi, evidentemente per situazioni che si trascinano dall’anno precedente.

“La fideiussione – evidenzia –  quest’anno è stata fatta per un milione di budget. L’anno scorso era molto di più Mi sono addentrato nel budget della società.  Il bilancio tra entrate e uscite si fa a fine anno. Ad oggi dico che la squadra sta facendo un grande campionato e abbiamo un buon ritorno di valorizzazione. Per me da direttore andasse a finire così ho raggiunto un ottimo risultato”.

“I Praticò – evidenzia –  sono delle brave persone. In questo momento di difficoltà il loro intento è di salvare la squadra. Sono dalla parte dei giocatori, li ho scelti, ho avuto la fortuna di trovare ragazzi straordinari. Bisogna dire loro grazie. Non è comunque un argomento che mi compete quello societario”.

A chi gli chiede come mai solo poco tempo fa parlasse di mercato in entrata  “Nell’ultima settimana c’è stato un problema di soldi che non avrei immaginato. Bianchimano era un giovane che avrebbe generato minutaggio e mi sarei fatto coprire il contratto dal Perugia. Chi fa questo mestiere deve portarsi avanti. Neanche due settimane fa c’era possibilità di investire”.

“Abbiamo – sottolinea –  dodici giocatori di proprietà.  Mi hanno già chiesto Kirwan e Mastrippolito. Abbiamo scelto di patrimonializzare, non solo per venderli ma anche per cercare di creare uno zoccolo duro o elementi che possano trovare spazio nel tempo. Sono strategie che una società parsimoniosa deve fare”.

Inevitabile immaginare che potrebbe bastare la cessione dei due per superare l’attuale momento di stasi, ma il ds non fa riferimento alla cosa.

Taibi torna inoltre su eventuali dissidi con Martino: “Mi è stato il detto che il direttore aveva definito la squadra monca. Non sarei umile a confrontarmi con lui, ma non condividevo la sua opinione.  Non era una critica o un attacco, mai mi sarei permesso di farlo  con una persona che sta trent’anni nel calcio.  Dovevo andare a cena con Gabriele Martino, poi ci sono stati dei problemi di salute”.

E sul momento dalla squadra: “C’è una protesta legittima. Io posso dare loro dei consigli, il fatto che si stiano allenando mi lascia tranquillo”.