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Reggina, più buio di mezzanotte: quattro fronti aperti, il riepilogo di una settimana nera

La Reggina è sull’orlo del baratro. La possibilità di salvare il salvabile ancora esiste, ma prima bisognerà fare ordine e chiarezza. Soprattutto per i tifosi meno attenti potrebbe risultare complicato avere contezza di una situazione piuttosto intricata.

  1. Capitolo Grassani: il noto legale di Bologna vanta un credito di 100.000 euro nei confronti della Reggina.  Ha fatto istanza di fallimento presso il tribunale di Reggio Calabria, le parti si aggiorneranno il prossimo 11 gennaio quando la Reggina dovrà dimostrare di potere saldare le pendenze con lui e con altri creditori. Nel frattempo i pignoramenti in Lega bloccano quasi cinquecentomila euro che la Reggina non può sbloccare se non trova il modo di chiudere il capitolo con il legale bolognese.  Nessun problema, invece, per i mancati pagamenti dei canoni del S.Agata degli anni passati, l’accordo tra la Lega e la curatela permette di corrispondere mensilmente una cifra.  Ad oggi c’è paura che altri creditori (non sportivi) possano, sull’onda di Grassani, accodarsi, considerato che l’impasse durerà almeno fino all’11 gennaio.    Servirebbe duecentomila euro per sbloccare la situazione e aspirare almeno ad arrivare sportivamente a giugno, per poi ripartire in qualche modo, magari salvando la categoria (condizione migliore per qualsiasi tipo di ripartenza) o comunque il futuro sportivo della squadra.
  2. Capitolo stipendi:  la Reggina al 15 ottobre non ha saldato i contributi relativi ai bimestri di luglio ed agosto.  Al 17 dicembre, invece, non ha pagato né stipendi, nè contributi della squadra.  Circa duecentosettantamila euro complessivi che, in realtà, sono ben al di sotto dei crediti che gli amaranto hanno, ma che non possono sbloccare.   Il tutto, al momento, vale tra i sei (il minimo già certo) e gli otto punti di penalizzazione.  Se ne potrebbero scongiurare due dimostrando alla Covisoc di aver trovato e mantenuto un accordo con gli enti (ad esempio l’Inps) per una rateizzazione dei contributi non pagati.  La prossima scadenza sarà a metà febbraio per evitare altri quattro punti di penalizzazione occorrerà rispettare le scadenza.   La data comunque è posteriore all’11 gennaio, quando ci sarà una nuova udienza con Grassani e il tribunale fallimentare, quando già si saprà di più del futuro amministrativo della società che potrebbe, comunque, essere scisso da quello sportivo in caso di malaugurato fallimento.
  3. Capitolo fideiussione:  la Reggina, per via di una posizione finanziaria, evidentemente precaria non è riuscita a sostituire la fideiussione Finworld entro i tempi concessi dalla Lega che ritiene più o meno “carta straccia” la garanzia rilasciata da un ente che ha avuto licenza revocata, seppur in un momento posteriore a quella che era la data del 30 giugno, termine per l’iscrizione. Il documento è giuridicamente valido e sulla base di ciò ha fatto ricorso alla delibera commissariale della Figc che invitava a sostituirla pena 8 punti di penalizzazione e 350.000 euro di multa.  Gli amaranto hanno vinto in primo grado, perso in secondo.  Si andrà al Collegio di Garanzia del Coni per la decisione definitiva.   La zavorra rischia di passare in secondo piano rispetto alla pesante sanzione economica.
  4. Capitolo squadra:  La squadra rischia dai sei ai sedici punti di penalizzazione complessivi, non prende stipendi da due mesi (occorre ricordare che si tratta di compensi non superiori di molto a quelli di un impiegato in molti casi). Gli uomini di Cevoli sono in piena zona play off e persino con la massima penalità avrebbero possibilità di salvare una categoria dove dovrebbero esserci solo due retrocessioni.  Vanno, però, convinti che almeno sotto il profilo delle retribuzioni le cose potrebbero sistemarsi, senza la necessità di proclamare lo stato di agitazione.