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Reggina: 0 tiri in porta, 3 i punti meritati dal Catanzaro

di Pasquale De Marte –   La Reggina, seppur con intenzioni iniziali diverse, a Catanzaro gioca praticamente la stessa partita di Catania e, seppur solo nel finale, rimedia una sconfitta meritata.

Un risultato che, a giudicare dalle forze in campo e dal budget delle due società, poteva anche starci, ma che oggi pesa di più perché arriva con l’ennesima prestazione da “zero tiri in porta“, con stucchevoli perdite di tempo già nel primo tempo (forse per spezzare il ritmo agli avversari) e un credo calcistico che continua a non convincere. 

E pensare che, almeno nelle premesse, le intenzioni sembravano essere altre.

Non è questo l’atteggiamento che ci si aspetta da una squadra che ha già la colpa di essere “inadeguata” alle aspettative di una tifoseria che comincia ad essere stufa .

La differenza di qualità tecnica era evidente, ma oggi c’è da commentare una Reggina che non riesce ad impostare un’azione di gioco e rischia di subire gol persino quando il proprio portiere batte il rinvio.  Il quadro, ad oggi, è piuttosto desolante, al di là del fatto che gli ultimi due avversari si chiamassero Catania e Catanzaro.

Domenica arriva il Rieti e non esiste alternativa all’ottenimento dei tre punti che inizierebbero a spegnere critiche che, giustamente, si annunciano feroci fino a domenica.

Catanzaro-Reggina: Confente superstar nella prima frazione

La Reggina, almeno nelle intenzioni, prova a giocarsela ad armi pari a Catanzaro. Le forze in campo sono diverse: da un lato c’è una squadra che punta al vertice, dall’altro una imbottita di giovani e concentrata a stare lontana dai guai della bassa classifica.

Cevoli schiera ben quattro uomini offensivi, preferendo Emmausso ad Alesssio Viola e Tassi nel ruolo di centravanti ed impiegando anche Ungaro.  Ne viene fuori un 4-2-3-1 (o 4-4-1, la sostanza non cambia) che si oppone al 3-4-3 giallorosso, marchio di fabbrica di Gaetano Auteri.

Nei primissimi minuti si assiste ad una Reggina che porta un pressing arrembante sui portatori di palla avversari, ma è una sensazione che dura poco.  Giusto il tempo che serve ai padroni di casa per mettere in campo la loro superiorità tecnica fatta di scambi rapidi, giochi di sovrapposizioni e inserimenti degli attaccanti nell’area avversaria.

A tenere in piedi la  Reggina ci pensano il solito Conson e soprattutto tre straordinarie parate di Confente.  Si, proprio lui: il ‘responsabile’ della sconfitta di Catania.  Reattivo sulle conclusione rapide e ravvicinate di Celiento e  Ciccone, è addirittura miracoloso sulla conclusione di Favalli dal limite.

Il tutto non è che il risultato di una squadra amaranto che quasi mai riesce a ripartire con pericolosità nonostante ne avrebbe le possibilità, pecca per qualche disimpegno sbagliato di troppo e inspiegabilmente troppo spesso subisce contropiede in parità numerica.

Catanzaro-Reggina: la ripresa prevede solo piccole variazioni

Il film della ripresa non cambia: i giallorossi fanno la partita, gli amaranto in maniera piuttosto impacciata provano a ripartire.

La traversa di Iuliano con un tiro dal limite (deviato) rappresenta l’ennesimo segnale che il match  è quasi un monologo catanzarese.  La fase centrale dell secondo tempo, tuttavia, sembrava prefigurare che qualcosa potesse cambiare grazie a qualche segnale di timido risveglio in fase offensiva degli amaranto.

Vana illusione dettata da un tentativo dalla distanza di Ungaro e una conclusione di Bonetto contrata dalla difesa di Auteri.

A sette minuti dal termine, però, Infantino sovrasta Conson (impeccabile fino a quel momento) e devia in rete un pallone proveniente dalla destra.  E’ il gol che vale la meritata vittoria.

Di reazione della Reggina? Neanche a parlarne.