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Reggina: perché l’obiettivo fissato da Taibi non è casuale

Volendo fare il paragone si può dire che l’attuale Reggina sia una famiglia che, pur a fatica, arriva alla fine del mese, ma che non ha assolutamente nulla da parte.

Lo si evince da alcuni aspetti che provengono dall’attualità. Quelli che potrebbero essere alcuni problemi legati agli adempimenti di contributi e tasse relativi agli stipendi di luglio ad agosto (scadenza 16 ottobre) nascono dagli imprevisti.

Aver giocato poche partite (non sette) per i continui rinvio del campionato, quasi tutte in campo neutro, ha comportato un’emorragia per le entrate societarie, a partire dal mancato introito derivante dall’impiego dei giovani.

 

In attesa di capire quanto questi problemi sono seri c’è il rischio che la squadra possa trovarsi due punti di penalizzazione sul groppone, con la consapevolezza che, da ora in avanti, i problemi  saranno leniti dall’incasso periodico dei minutaggi dei giocatori e dalla vendita ,forse già a gennaio, dei prezzi pregiati (Mastrippolito su tutti).

Taibi, però. ha fissato l’obiettivo play off e decimo posto. Una posizione che, tecnicamente, potrebbe necessitare di una cinquantina di punti (probabilmente molto meno) e del decimo posto.

Si tratta, tuttavia, di un bottino che equivarrebbe anche ad azzerare i rischi di restare impelagati nella zona play out qualora il ricorso Figc sulla questione Finworld dovesse portare a otto punti di penalizzazione aggiuntivi ai 350.000 euro di multa (Quelli ancor meno sostenibili).

La Reggina, tuttavia, sembra avere argomenti giusti per poter vincere anche in secondo grado la battaglia come già fatto ottenendo l’annullamento della libera commissariale da parte del Tribunale Federale Nazionale.