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Reggina: c’è qualcosa di buono, ma occorre costruirci attorno

La Reggina, fino al momento, ha due gravi pecche nel proprio cammino.  Le sconfitte contro Monopoli e Virtus Francavilla rappresentano macchie indelebili di un cammino che, a questo punto, può essere considerato deficitario.

Considerando che neanche le prestazioni caratterizzate da risultato positivo sono state memorabili e che all’orizzonte c’è un impegno che sembra proibitivo come quello contro la Juve Stabia, per Cevoli potrebbe essere arrivato il momento di fare nuove riflessioni.

La squadra presenta delle carenze, ma anche delle certezze attorno a cui potrebbe, eventualmente, essere costruito un nuovo disegno tattico.

Reggina: puntare su ciò che funziona

Ci sono degli esempi abbastanza chiari.  Sandomenico è un giocatore importante e sta dimostrando di valere il giudizio di elemento sopra la media, soprattutto quando parte da sinistra e può rientrare sul destro.  Considerato che, seppur a sprazzi, anche Tulissi dimostra di poter avere potenziale ed essere utile alla causa, appare inutile ipotizzare un cambiamento dell’atteggiamento col tridente.   Pesa l’assenza di un riferimento centrale, Cevoli dovrà augurarsi che il giovane Tassi cresca in fretta o che Alessio Viola, con caratteristiche diverse,  possa rappresentare l’incastro giusto.  Ungaro, poi, sembra l’alternativa ideale ai due esterni.

Conson, al netto di qualche incertezza, allo stesso modo sembra dare solidità al reparto difensivo ed a loro si aggiungono Franchini e Mastrippolito.  Il primo è un centrocampista fisico, moderno, bravo nell’inserirsi e che può dare imprevedibilità alla manovra.  L’altro, invece, è un giovane che, partita dopo partita, dimostra di giocare come un veterano.

Ritagliare attorno a questi uomini un nuovo vestito potrebbe essere la strategia giusta di Roberto Cevoli, considerato che, seppur fino al momento non si sia disputato un campionato indimenticabile tra mille difficoltà.  c’è la sensazione che in questa Reggina ci sia del “buono” da prendere.