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Reggina: il momento della spina dorsale

La sconfitta contro la Virtus Francavilla rappresenta un incidente di percorso inatteso.  I quattro punti in due partite sembravano poter aprire un nuovo capitolo della stagione amaranto, invece sono tornate di colpo a venir fuori fragilità emerse già nelle prime giornate.

Questo è il momento in cui serve che vengano fuori i giocatori di maggiore qualità ed esperienza. Ad inizio stagione l’ipotesi di avere una spina dorsale composta da Conson, Salandria e Viola stuzzicava non poco i tifosi.

Sono giocatori come loro a dover dare qualcosa in più al gruppo sotto il profilo tecnico e, nel caso dei due calabresi, persino senso d’appartenenza grazie al loro essere dichiarati tifosi amaranto e prodotti del settore giovanile, tornati all’ovile dopo aver accumulato l’esperienza giusta per essere giocatori importanti.

Non può accadere ad esempio che il gol della Virtus Francavilla, come è accaduto, nasca da un doppio errore di due dei calciatori su cui si fa più affidamento, per l’appunto, Conson e Salandria (leggi qui).

E’ dalla spina dorsale che ogni squadra ed anche questa Reggina dovrà trovare la forza per riprendere un cammino di risultati che sia accettabile. Dovranno essere loro, unitamente ai vari Sandomenico e Tulissi, a dare qualcosa in più.

I primi due evitando alcuni errori, non all’altezza del loro nome, l’altro rientrando dall’infortunio e dando il contributo che si richiede ad un calciatore della sua levatura.