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Reggina: continuità o presa coscienza dei segnali? A Cevoli la scelta

Roberto Cevoli, sin dal suo insediamento, non ha mai parlato di avere una corsia preferenziale rispetto ad un modulo.

Tuttavia, ad oggi, il 4-3-3 è stato il modulo utilizzato in maniera prevalente nel corso di quest’inizio di stagione.  Soprattutto lontano dalle mura amiche, volendo considerare anche il Razza di Vibo sebbene quella fosse una gara casalinga, si è avuta la sensazione che la squadra non sia riuscita a sviluppare al massimo la fase difensiva.

Tre gol a Siracusa in Coppa Italia, tre a Trapani e tre dal Monopoli.  Segnali allarmanti che potrebbero anche suggerire la necessità di schierarsi a tre dietro e dunque a cinque quando si difende.

E’ già successo anche gli anni scorsi che si fosse partiti con la retroguardia a quattro, già qualche settimana fa ci si chiedeva se presto anche anche questa Reggina sarebbe passata a quello che è uno storico atteggiamento di difesa a tre, inaugurato da Colomba e proseguito da Mazzarri e tutti quelli che sono passati dallo Stretto.

A ciò si aggiunge il fatto che gli attuali terzini, con particolare riferimento a Kirwan e Zivkov, sembrano più predisposti a giocare a tutta fascia con un marcatore in grado di assicurargli il raddoppio e la copertura alle spalle.

L’italo-neozelandese ha grande corsa e capacità di sprigionare una buona progressione sulle lunghe distanze, ma non pare brillare per tempismo e puntualità nelle chiusure.  Il serbo, invece, pur essendo mancato in due gare ha dimostrato di avere un piede fuori norma per il suo ruolo in categoria e non sempre un atteggiamento impeccabile in copertura.

A ciò si aggiunge che il prossimo avversario è un Catanzaro sensibilmente più forte e dotato tecnicamente.

Cevoli sceglierà la continuità o raccoglierà i segnali che arrivano? Si attende la risposta.