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Reggina, fideiussione e futuro: c’è ancora luce in fondo al tunnel? Forse si: gli scenari

di Pasquale De Marte – Fideiussione, stadio, rendimento sul campo e presunte difficoltà economiche. Attorno alla Reggina, nelle ultime ore, si è generato un quadro apocalittico che, però, al momento sembra affrettato.

Tutto nasce dall’impossibilità a reperire, come altri club hanno fatto, una fideiussione bancaria da un ente riconosciuto dalla Lega Pro nei tempi che avevano come scadenza il 28 settembre.

Sono i rischi del “navigare a vista”, mai celato dalla proprietà e discutibile quanto si vuole, che può tramutare qualsiasi imprevisto in un ostacolo insormontabile.  Basta un mancato introito per motivi accidentali o un’eccessiva esposizione momentanea, unitamente all’assenza di un mecenate alle spalle, per non dare garanzie sufficienti  affinché una banca conceda una fideiussione.

Tuttavia, anche una  una società molto solida, avrebbe comunque  portato avanti una battaglia legale intrapresa considerato che, la nuova richiesta della Lega Pro, di fatto porta a buttare nel cestino trentamila euro (il costo della pratica versato a Finworld).  Non esattamente  “caramelle”, considerato che per un club come quello amaranto equivale a più dello stipendio annuale netto di un calciatore medio o poco più.

La scelta dell’esosa Finworld  e non di una banca o ente più noto potrebbe essere dipeso dal fatto che le garanzie richieste siano state più “raggiungibili”.   In molti ricorderanno come, ai tempi della Serie A, la Reggina si rivolse alla Sanremo Spa di Giacinto Facchetti suscitando le ire del presidente del Bologna Gazzoni che chiedeva l’estromissione del campionato, ma in quel caso, giustamente e complici i lusinghieri risultati calcistici, tutta Reggio si schierò dalla parte della società e nessuno si sognò di contestare la scelta. Era il 2005 e l’allora società amaranto non ebbe grandi problemi.

Oggi  il ricorso  al Tribunale Nazionale Federale diventa uno strumento per guadagnare tempo e limitare al massimo i danni che, nella peggiore delle ipotesi, parlano di otto punti di penalizzazione e trecentocinquantamila euro di multa. Una sorta di colpo fatale  che potrebbe essere scongiurato attraverso due strade.

La prima è che la facoltà della Lega Pro di cambiare le regole in corsa ad una società che al 30 giugno era perfettamente in regola con quanto richiesto (Finworld ha avuto licenza revocata a metà luglio) è tutta da verificare e si potrebbe andare fino al Coni con probabile e frequente riduzione delle pene, come funziona in genere nel calcio.

La seconda è che la società sarebbe vicina ad ottenere una fideiussione riconosciuta dalla Lega Pro  che, intanto, legittimerebbe la presenza della squadra nel campionato e renderebbe comunque più morbida la potenziale ed eventuale posizione della  della Procura Federale.

Cosa è cambiato negli ultimi giorni? Esisterebbero dei discorsi avviati con potenziali investitori, ma non è dato sapere se questa possibile svolta prevista per i prossimi giorni  sia in qualche modo connessa ad un concreto aiuto esterno. Stavolta, al di là delle chiacchiere, rischiano di esserci i fatti.   La squadra è stata, inoltre, rassicurata sul fatto che gli stipendi bimestrali con scadenza il 16 ottobre saranno pagati senza problemi.  Anche per quest’aspetto bisognerà capire se le risorse sono di un possibile acquirente o nuovo investitore.

Quel che è certo è che si tratterà di pendenze eventualmente  saldate senza l’incasso del minutaggio dei calciatori giovani (il ritardo del campionato non ha fatto si che fino al 16 ottobre si giocasse un numero di partite sufficienti) e del botteghino (in casa si è giocato solo con il Bisceglie e forse non lo si farà neanche con il Siracusa per i lavori in corso al Granillo).  Qualora tutte queste situazioni dovessero trovare realizzazione, si avrebbe un segnale importante.  Per il momento è giusto, però,  usare il condizionale.

Ancora pochi giorni ed il quadro permetterà di capire se c’è luce in fondo al tunnel.

Poi, però, sarebbe il momento di riflettere sul da farsi.