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Reggina – Bisceglie si gioca, vince Falcomatà

Reggina – Bisceglie si dovrebbe giocare, pericolo scongiurato.  I più pessimisti farebbero bene ad usare il condizionale. E’ questo l’ultimo messaggio proveniente da un venerdì sera piuttosto vibrante sul fronte amaranto.   Sabato alle 18.30 si andrà in campo e la squadra di Cevoli non sarà sconfitta a tavolino per responsabilità oggettiva.

Non si è ancora usciti dal tunnel degli spogliatoi, ma c’è giù un vincitore. Quasi vent’anni dopo, un altro Falcomatà si assume la responsabilità di far giocare la Reggine e far affluire i tifosi al Granillo.

Per la Commissione di Vigilanza non ci sarebbero  i margini affinché l’impianto di Viale Galileo Galilei ospiti una gara di campionato professionistica. Pochezze burocratiche, incartamenti e dettagli.  Non tutto è  alla perfezione rispetto a quelle che sono le richieste standard, ma  nessuno si immaginava potessero problemi ai fini del raggiungimento dei requisiti minimi.  Non a caso, nessuna delle parti in causa nella manutenzione e nella gestione dello stadio si aspettava di avere problemi.

E’ il loro lavoro  (della Commissione di vigilanza s ‘intende) e qualcuno dovrà pur farlo, seppur ci si chiede se per molti anni (si intende tantissimi) si sia chiuso un occhio ed ora non lo si fa più.

A spazzare via i problemi ci pensa Giuseppe Falcomatà, figlio di Italo.   Si, colui il quale che decise di aprire il Granillo a quasi trentamila persone con una copertura della tribuna non ancora finita.  Stavolta i tifosi saranno molto meno, non c’è più la Serie A e la Fiorentina non è il Bisceglie.  La firma, però, ha esattamente lo stesso valore e peso.  Carico che, tra l’altro, si prese anche Scopelliti in alcune circostanze.

La Reggina, i tifosi, i cittadini e la città di Reggio Calabria erano ad un passo da una figuraccia.  Il messaggio che sarebbe passato non sarebbe stato in alcun modo giustificato dal fatto che i problemi nascevano da inezie.

Allo stesso modo in cui si racconta di una “differenziata” che non sempre funziona al massimo, di una città che solo adesso sta vedendo qualche buca ricoprirsi di asfalto e di una moltitudine di atavici problemi non risolti anche quest’amministrazione comunale, oggi va elogiato un Sindaco che si traveste da tifoso e cittadino e con un po’ di incoscienza si assume responsabilità che non sarebbero dovute essere le sue.  Almeno non in maniera diretta.

C’è una penna che diventa una bacchetta magica e scaccia via la burocrazia.  E’  quella con cui Giuseppe Falcomatà ha messo una firma che, simbolicamente, vale tanto.