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Reggina: è come l’anno scorso? E’ come l’anno prima?

di Pasquale De Marte –  I paragoni, nel calcio, non andrebbero mai fatti. Ogni stagione si dice abbia una propria storia.  Il dato di fatto è che, però, si fanno lo stesso, soprattutto se, come nel caso della Reggina, i film che raccontano le stagioni sembrano avere la stessa trama.

Considerando le ultime tre stagioni di Serie C (intervallate da quello di D sotto l’insegna dell’Asd Reggio Calabria e fuori dal discorso in oggetto ) c’è un unico comune denominatore: le premesse dettate dal pre-campionato  e dall’avvio di stagione.

E anche quest’anno con la gestione Cevoli le cose vanno in quella direzione: la squadra ama giocare al calcio, sa far girare bene il pallone, ha soluzioni e ispira fiducia per il prosieguo dell’annata.

Tutti autorizzati a toccare ferro, tenuto conto che nelle precedenti annate si finì per andare in difficoltà affidandosi all’anti-calcio tipico (spesso fruttuoso) della Serie C e non sempre il risultato è stato raggiunto in maniera tranquilla.

Lecito  a questo punto domandarsi se è come l’anno scorso ed è come l’anno prima.  Dovendosi sbilanciare la risposta è “No”, con la possibilità ovvia di essere smentiti.

La Reggina di Cevoli sembra avere più qualità e soluzioni da poter adottare quando gli avversari saranno  in grado di trovare contromisure, oltre a diversi uomini che ancora non sono al massimo.  E non solo perchè a Siracusa sono andati a segno tre attaccanti e altri come Emmausso e Sandomenico ci sono andati vicini e fuori squadra c’è ancora un certo Alessio Viola.

Non tutti sono ancora al top e soprattutto in difesa ci sono le condizioni per lavorare meglio di reparto.  A centrocampo quando manca Salandria, gioca Bonetto che sforna un assist vincente con Roberto Marino che resta in panchina, mentre Petermann non è ancora al massimo.

Il fatto che una Reggina non al massimo delle sue possibilità domini per un’ora il Siracusa che, per pareggiare contro gli amaranto, deve affidarsi ad un gol da centrocampo e ad una prodezza balistica di un singolo autorizza un cauto ottimismo.  Vietato però sognare troppo, c’è da stare con i piedi per terra e restare sul pezzo partita dopo partita.  Cevoli e Taibi hanno ben chiaro questo concetto e lo inculcheranno alla squadra.

Tra meno di quindici giorni il campionato fornirà risposte più attendibili.