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Reggina: Taibi e il problema delle tre cifre

La Reggina vuole chiudere il mercato con un “botto”.  L’obiettivo è cercare un calciatore che, nel corso della sua carriera, abbia varcato una o più volte la soglia della doppia cifra.

Si tratta di un vero e proprio terreno minato, tenuto conto che, al di là del nome, la società amaranto ha pochi argomenti da giocare sul tavolo delle trattative.  E con ciò si fa chiaro riferimento ai parametri economici.

La portata dei calciatori arrivati fino al momento pare, in attesa del responso del campo, sensibilmente superiore rispetto a quella degli anni scorsi, ma si è tratto di arrivi che si configurano in un progetto di calcio sostenibile e nessun ingaggio rappresenta un passo più lungo della gamba.

E non si ha intenzione di farlo neanche per colui il quale sarà il bomber, il cui costo dovrebbe essere sostenuto dalle uscite di Mezavilla e Sciamanna.

I nomi a cui al momento si è approcciato Massimo Taibi ed è quasi inutile ripetere quali siano per il ruolo di centravanti fino al momento hanno una doppia caratteristica comune: dal primo momento hanno formulato una richiesta d’ingaggio di tre cifre (intese come 100.000 euro netti) o intorno ad essa (10.000 euro più o 10.000 euro meno, cambia poco) e fino ad ora hanno faticato a scendere, nonostante, di fatto, ancora non abbiano trovato squadra e siano passati due mesi da stornare sull’ingaggio annuale.

Taibi non ha alcuna intenzione di esporre così tanto la società, nè di violare equilibri di spogliatoio dove il secondo più pagato arriverebbe a poco più della metà, seppur siano tanti gli accordi pluriennali dove, per forza di cose, il netto annuale scende.