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Reggina: rispetto a due mesi fa molto è cambiato

Agosto è alle porte.  Non era ancora finito il campionato quando si era iniziato a vociferare che Massimo Taibi potesse diventare il direttore sportivo della Reggina.

Sono passati più o meno de mesi e, a dire la verità, molto è cambiato e non tutto nella direzione ipotizzata ed auspicata   C’era, ad esempio, chi si augurava che Sant’Agata e uso del marchio della Reggina Calcio 1986 restassero indiscutibilmente in mano alla Reggina 1914 di Mimmo Praticò, così non è stato.  Ognuno avrà fatto le sue valutazioni.

C’è dall’altro lato, però, la consapevolezza che oggi si stia dando ad un progetto tecnico che sembra avere qualche base migliore rispetto a quello dell’anno precedente.  Non è ancora dato sapere se la cifra tecnica del gruppo finale sarà superiore a quella della rosa che ha concluso lo scorso campionato, ma la certezza è che ogni giocatore arrivato sullo Stretto lo fa, per la maggior parte dei casi, con la consapevolezza che l’amaranto sarà la sua seconda pelle potenzialmente per diverso tempo.

Un aspetto che può dare senso d’appartenenza al gruppo e anche possibilità della tifoseria nel rispecchiarsi in una rosa di calciatori che non sarà totalmente composta da prestiti o figure destinate ad essere comparse nell’ultracentenaria storia amaranto.

E attenzione agli obiettivi: qualora davvero dovessero arrivare tre nomi importanti, in un campionato poverissimo, sarebbe difficile continuare a parlare di decimo posto o di “fare il meglio possibile”.

Ok la scamaranzia, ma un uomo da 15-20 gol sposterebbe davvero gli equilibri.