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Reggio: meglio uno sforzo o azzerare i rischi?

La Reggina si affaccia alla prossima stagione con la consapevolezza che va fatto meglio della passata stagione.

Non solo sotto il piano sportivo, ma anche e soprattutto a livello di coinvolgimento del pubblico.  Esiste uno strumento la cui efficacia non è in discussione: l’ambizione che viene dai risultati.

La società non ha dichiarato alcun obiettivo, ma a qualche giocatore è sfuggito che il traguardo minimo sono i play off.  Dovessero davvero arrivare tre under di spessore non sembrerebbe così complicato agguantare uno dei primi dieci posti.

La squadra è praticamente fatta.  Il sempre più probabile ripescaggio del Catania, unitamente al ridimensionamento di squadre come Trapani,  Matera e Siracusa, pone il solo Catanzaro nelle condizioni di recitare il ruolo di protagonista assicurato.

Lo scorso anno i giallorossi ebbero un budget di circa tre milioni di euro, quest’anno pare possano spingersi anche a 5. I nomi che vengono acquistati alle aquile o che fanno già parte del progetto di Auteri sono importantissimi.

La Reggina, salvo sorprese, si fermerà a un terzo o poco più nel  budget a disposizione di Taibi.  A volte, però, le distanze nella spesa non vengono confermate dal campo, soprattutto quando entrano in campo altri fattori quali l’entusiasmo, la spinta del pubblico e un pizzico di buona sorte.

Ci si chiede se a questo punto sia opportuno che la Reggina provi a esporsi un po’ nell’ingaggio di qualche giocatore che possa permetterle di alzare l’asticella o se è più conveniente se resti entro determinati confini per tutelare il proprio futuro in caso di mancato conseguimento del rendimento massimo.

Quel che è certo è che, tra un anno o poco più, ci si potrebbe trovare a parlare di un campionato con il Bari ai nastri di partenza dopo la ricostruzione, con un probabile pronostico chiuso.