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Reggina, meteore amaranto: poche partite, un derby sulla coscienza: ora alza coppe

Ci sono volti che difficilmente un tifoso riesce a ricordarsi, a meno che la sua fede non sconfini nel patologico.

Nomi che dicono ancora meno, un po’ come quello di David Aquino.  Arrivato, giovanissimo, alla Reggina nella stagione 2014-2015 non ha lasciato il segno.  Almeno ai più distratti, per ricordarselo meglio si possono guadare queste immagini.

Sono quelle del derby del 2014, il primo dal 2007. Il Messina, neopromosso in C, si presenta in casa della squadra di Cozza, appena retrocessa in C dopo quasi quattro lustri.
Le immagini televisive si perdono una prima fase, quella in cui Aquino si fa uccellare come un dilettante nell’azione che porta al cross e al conseguente tacco di Orlando.
Una beffa atroce che vale la vittoria peloritana, in una gara stradominata dai padroni di casa.
L’annata è quella in cui finisce in delirio per la Reggina con Balistreri e l’incornata di Balistreri.
Aquino, però, era già andato via.  Il paraguaiano, classe ’94, era arrivato dal Palermo, ma era ancora troppo acerbo per giocare certe partite.

A dicembre aveva già ricevuto il “foglio di via”.   Svincolato, è tornato in patria.  Persino trovare informazioni su di lui risulta complicato, fino nei meandri del calcio paraguaiano.  Nel 2016 ha giocato ha giocato con il Trinidense, mentre la stagione 2017 l’ha vissuta al Club 22 de Septiembre.

Il club, neopromosso nella Serie B paraguaiana, ha vinto la Copa Campones Ufi, una manifestazione di livello nazionale.

Non sarà andato alla conquista del calcio europeo, ma dopo quel derby per Aquino la soddisfazione di alzare una coppa.