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Reggina: il rischio che viene dai play off degli altri

Più o meno sette anni fa esatti  Marco Rigoni cambiava per sempre il corso della storia della Reggina. Quel tiro incredibile a tempo quasi scaduto a Novara ha cancellato la parabola di una società che sarebbe andata a giocarsi una finale in cui avrebbe avuto buone possibilità di avere la meglio sul Padova e di andare in A.

Nove anni fa Zarate decretava la retrocessione matematica nell’ultimo campionato di Serie A.

La distanza temporale da quegli eventi cominciano ad essere tanti, ma sotto ai ponti non è passata abbastanza acqua per cancellare quei ricordi.

Negli occhi di tanti ventenni e trentenni ci sono ancora quelle immagini così lontane dal calcio povero che si vive oggi.

Sono presupposti che, paradossalmente, si farebbe bene a lasciare per strada per costruire il futuro. Fino a quando lo stadio sarà vuoto e i mugugni supereranno anche le incondizionate speranze che i tifosi dovrebbero nutrire si rischia di fare poca strada.

In questo periodo, tra l’altro, si stanno giocando i play off di Serie C.  A giocarsi l’ultimo posto in C sono rimaste in quattro: Sudtirol, Cosenza, Siena e Catania.

C’è il 50% di possibilità che ad andar su sia una squadra del girone C.

E se per caso in B ci andassero gli etnei, la Reggina si riscoprirebbe la squadra più blasonata e rappresentante la città più grande di tutto il girone.

Senza probabilmente avere, nel breve termine, le risorse per essere all’altezza del ruolo.

Nel frattempo l’andata delle semifinali ha raccontato che Cosenza e Catania sono uscite sconfitte dal primo round contro Sudtirol e Siena.

Si attende il  ritorno.