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Reggina: è solo calma apparente

In casa Reggina è il 6 giugno ma si è molto più in avanti rispetto alla normale tempistica delle squadre di Serie C.

Dalle parti di Via Petrara ci si augura che questo vantaggio accumulato possa tradursi in scelte migliori e proficue nell’allestimento della rosa che ci si augura possano produrre un campionato migliore di quello appena trascorso.

Si tratta di un processo non automatico che dovrà essere innescato dal lavoro del direttore sportivo Massimo Taibi.

Anche perché è inutile girarci attorno: il raggiungimento di tutti gli altri risultati societari, dal coinvolgimento sociale alla necessità di tenere il bilancio quanto più in ordine possibile, passano necessariamente da quello sportivo.

Taibi da quando è il responsabile dell’area tecnica in pectore ha avuto una serie di colloqui esplorativi, finalizzati ad ottenere priorità soprattutto per i giovani migliori dai vivai di Serie A.

Sono loro, per una squadra con poche risorse come quella amaranto, a dover fare la differenza.  Devono giocare, devono generare introito grazie al minutaggio e se possibile devono offrire prestazioni all’altezza della maglia che indossano.

Non bisogna, inoltre, dimenticare che la Reggina si è messa dentro un tecnico che è reduce da un settimo posto e, in un certo senso, questo può essere un passo in avanti rispetto al recente passato quando si scelsero profili che non provenivano da stagioni positive o troppo in vista.

C’è necessità che i campionati finiscano affinché si possano affondare in maniera decisa i colpi sul mercato.