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Reggina: niente risorse da big, necessità di trovare altre carte da giocare

A Reggio Calabria, in un certo senso, ci si era abituati a fare le nozze coi fichi secchi.  Nel momento in cui, però, non si  è più riusciti a fare le nozze, sono rimasti solo i fichi secchi.

Occorre individuare una strategia che possa portare la Reggina a giocare il prossimo campionato in posizioni che maggiormente competono al valore della città e al blasone del club.

Occorrerà farlo senza avere le risorse delle squadre che punteranno al salto di categoria.   In fondo quando gli amaranto hanno ottenuto grandi risultati nella loro storia, non lo hanno quasi mai fatto da favoriti e con il budget migliore degli altri.

Occorre ingegnarsi, capire come generare profitti e soprattutto come portare a Reggio i giocatori migliori potendo offrire meno degli altri.

In tal senso la prima strategia messa in campo, ossia quella di muoversi con largo anticipo, appare il primo passo giusto.

Il primo di un migliaio di passi disponibili.  L’incombena a Massimo Taibi che, in fondo, è pronto a provarci.

Si è seduto con dirigenti di grandi squadre spiegando loro quanto Reggio Calabria possa essere l’humus migliore per far crescere i loro giovani.

Spiegherà a giocatori di Serie C che, forse, qualche centinaio di euro al mese non vale la possibilità di incendiare una piazza che ha incensato giocatori di alto livello e che, soprattutto, gli stipendi promessi arrivano.

Con le dovute proporzioni dovrà trasformarsi nel Lillo Foti che va a trattare col Taibi, portiere del Manchester United, e lo convince a spostarsi in una squadra alla prima uscita in Serie A.