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Reggina: alla scoperta di Roberto Cevoli che, a Reggio Calabria, si augura di avere qualcosa in più

Facendo una debita proporzione i tifosi possono sognare, tenuto conto che Roberto Cevoli è riuscito a portare un paesino di 4086 abitanti a giocarsi i play off per la B.

La realtà, dice, che a Reggio gli si chiederà di ripetere esattamente lo stesso risultato ottenuto in Lombardia o giù di lì.  Un settimo posto che, per la Reggina delle ultime stagioni, è stato un miraggio.

Roberto Cevoli, in realtà, sogna un progetto a lungo termine sullo Stretto, che magari possa riportare nel tempo la Serie B a Reggio.  L’ultima volta che la Reggina ce l’ha fatta fu l’inizio di una cavalcata che portò in A e lui, in quel lungo duello con l’Avellino, era uno dei maggiori protagonisti in campo.

Farà effetto vedere i suoi quasi 195 cm davanti alla panchina amaranto a distanza di più di vent’anni da quando giganteggiava in retroguardia con il numero cinque.

La sua è stata un’esperienza trasversale come allenatore.  Ha iniziato nelle categorie inferiori, non ha avuto paura a cimentarsi con la Primavera amaranto nel 2012 e quando le cose sembravano mettersi male ha preferito ripartire da lontano.  Anzi lontanissimo: Cina e Albania.   Allo Jiangsu Sainty si occupava del settore giovanile.  Il suo capo era Zhang, l’attuale proprietario dell’inter.

Nell’ultimo anno ha raggiunto il settimo posto con una squadra dall’età media di 23,4 anni.

E’ bastata una società seria ed organizzata per fare bene senza un grosso budget.

3-5-2 o 4-3-3 per lui non fa differenza: l’importante è ritagliare addosso ai suoi giocatori il giusto atteggiamento tattico.

A Reggio si augura di avere in più la spinta del pubblico.

E’ anche e soprattutto per quello che ha voluto fortemente tornare a sentire l’aria dello Stretto.