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Reggina: obiettivi chiari per la panchina e un nodo da sciogliere

Servirà ancora del tempo perché la Reggina annunci il suo nuovo allenatore. La motivazione è molto più semplice di quanto si immagini: la maggior parte degli obiettivi sono impegnati nei play off.

Il fatto che si stia cercando un allenatore che proviene da una stagione positiva certifica la scelta di alzare l’asticella, seppur di poco, rispetto agli obiettivi della passata stagione.

Resta l’idea di calcio sostenibile e a costo più vicino possibile allo “zero”, ma ove si trovasse un sistema per aumentare gli introiti anche il livello della squadra potrebbe innalzarsi.

In attesa di capire se sarà così ci si interroga sul tipo di calcio che abbia in testa il ds Massimo Taibi.    I nomi più caldi, inutile negarlo, sono Roberto Cevoli, Bruno Trocini e Paolo Bianco.

Hanno tutti le stesse caratteristiche. una buona carriera di calciatori alle spalle, hanno lavorato con i giovani (soprattutto il primo ed il terzo) e hanno una grande voglia di misurarsi a Reggio Calabria.

C’è, però, un altro dato di fatto: tutti adottano un calcio diverso nei numeri del modulo.  La scelta potrebbe anche essere fatta in base ai calciatori che il ds ha in mano.

Cevoli che ha un contratto con il Renate fino al 2019 sa che la sua Reggina, a cinquant’anni, può essere l’ultimo treno della sua carriera.  E’ stato giocatore, alleantore della Primavera e gli manca l’ultimo step: la panchina della prima squadra. Proprio per questo non è un cavallo di ritorno.

Il suo Renate ha stupito: in carriera ha adottato il 5-3-2, ma le cose migliori quest’anno le ha fatte vedere col 4-3-3.

Trocini, invece, è riuscito a dare vita al miracolo Rende con il 5-3-2.

Molto versatile anche Bianco, ma la buona stagione del suo Siracusa è stata improntata sul 4-2-3-1.

C’è anche un nodo da sciogliere relativamente al modulo da adottare? Probabilmente si.