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Reggina, per Jack un’altra stagione da incorniciare: le critiche di Reggio sono lontane

A Reggio ci ha passato quasi vent’anni. Giocatore prima, dirigente poi. Quello tra Simone Giacchetta e la Reggina non è un rapporto come tanti se ne creano nel calcio.
Inevitabile che, anche a distanza, gli sguardi si incrocino. Anche quando a separarli ci sono 1000 e più chilometri.
Da calciatore ha avuto il tempo di far ricredere gli scettici pur cambiando mansioni nel corso della carriera. Da dirigente, invece, non ne ha avuto il tempo, prendendosi a volte più demeriti di quanti ne avesse.
Il tempo però dice sempre la verità e da quando è all’Albinoleffe Simone Giacchetta ha un percorso netto come direttore sportivo. Per tornare a Reggio i tempi non sarebbero stati certo maturi e potrebbe davvero passare tanto perché lo siano.
Nel frattempo si è preso la soddisfazione di raggiungere per la seconda volta consecutiva i play off con l’Albinoleffe, una società che dopo i fasti della B si era fatta notare per essere retrocessa due volte consecutivamente in B ed essere riuscita a farsi ripescare due volte.
A volte la forza economica non basta, serve la gestione giusta. Quella di Giacchetta al timone dei seriani sembra esserlo. Nono posto da ripescati lo scorso anno, quinto in questa stagione. Un escalation non indifferente, anche grazie ad un’Albinoleffe ambiziosa e con strutture all’avanguardia.
Nel frattempo a Bergamo si è portato anche il prepatore atletico Saffioti e l’ex preparatore dei portieri Benatelli.
Un pezzo di Reggina al servizio del nord.