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Reggina, l’identikit del prossimo allenatore

La Reggina e Agenore Maurizi, con buona probabilità, si diranno addio dopo la gara con la Juve Stabia.   La Reggina aspetta di conoscere il nome del suo nuovo ds e poi si tufferà alla ricerca del nome che siederà sulla panchina.

La società amaranto non andrà su un allenatore di “nome” e, almeno nelle intenzioni, non andrà su qualcuno reduce da diverse stagioni che, evidentemente, potrebbe battere “cassa” al momento della richiesta dell’ingaggio. Gli investimenti, eventualmente, saranno fatti nell’ingaggio di qualche calciatore esperto nel parco giocatori, ricordano come l’obiettivo sia destinato a diventare l’obiettivo per i play off.

L’idea è che quello amaranto possa essere l’ambiente giusto per rilanciare un professionista sfortunato nelle ultime annata o per lanciare un tecnico magari reduce da un’esperienza con una formazione Primavera.

La Reggina, pur non essendo una piazza in grado di garantire stipendi esorbitanti ai tecnici, diventa una destinazione agognata per chi, dopo anni difficili o volenteroso di tuffarsi nella prima esperienza tra i professionisti,, è disposto a non chiedere la “luna” pur di impegnarsi in un progetto con una società che negli ultimi tre anni non ha mai esonerato l’allenatore.

Gli esempi di squadre come la Juve Stabia e del Rende con Fabio Caserta (esordiente) e Bruno Trocini (tecnico allevato dal Rende, destinato alla B) rappresentano le molle per un ragionamento che alberga nella mente della dirigenza amaranto.