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Reggina – Quando la gioventù ha lasciato spazio all’esperienza…

Il lavoro di Agenore Maurizi a conti fatti può essere considerato buono: obiettivo raggiunto con due gare d’anticipo e valorizzazione dei giovani. Tradotto: proventi generati dal minutaggio dei giovani stimabili in circa quattrocentomila euro.

Molto spesso si è vista la squadra giocare anche con 4 ’98.  Ed è anche vero che due di essi: Cucchietti e Marino sono punti di forza assoluti della squadra.

E’ tuttavia doveroso sottolineare come, nel girone di ritorno, la squadra abbia messo la freccia dopo aver battuto la Casertana ed essersi sbloccata mentalmente.

La Reggina ha dato dimostrazione di avere molta più personalità in campo e di essere decisamente più in grado di gestire i momenti topici.

Quel momento è coinciso, però, con un altro dato: una formazione imbottita di calciatori esperti.

La linea difensiva composta da Pasqualoni (’92),  Ferrani (’97) e Laezza (’93) è diventata una garanzia, ma ha tolto spazio agli esordienti Gatti (’97) e Aurilleto (’97).

Per non parlare della cerniera di centrocampo dove l’arrivo di La Camera (’83) ha innalzato il tasso d’esperienza.

La cerniera completata da Mezavilla (’83) e da Giuffrida (’85), prima ancora da Castiglia (’88) hanno dato tutt’altra consistenza alla squadra.