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Reggina: evitare di emulare se stessi

Il campionato di Serie C entra nella sua fase decisiva.   Le ultime quattro giornate, per forza di cose, condurranno all’ottenimento dei verdetti di un campionato che, come spesso accade negli ultimi anni, non ha brillato per contenuti tecnici, tattici ed agonistici.

Non è però il momento delle diatribe filosofiche, ma quello in cui bisogna concentrare tutti gli sforzi nell’ottenimento dei risultati.

La Reggina ha bisogno di otto (probabilmente ne basteranno cinque) punti per raggiungere la salvezza senza passare dai play out.

All’orizzonte c’è un ciclo di quattro partite che, nel girone d’andata, ha invece fatto entrare la squadra in un tunnel che sembrava quasi senza uscita e che ha portato alla rivoluzione di gennaio, visti anche i malumori emersi all’interno dello spogliatoio.

Paradossalmente la Reggina rischia ancora di essere nei guai per alcune mancanze abbastanza inconsuete.

Ad esempio le sette sconfitte casalinghe o il fatto di essere tra i pochi ad aver perso con l’Akragas.

E tra le mancanze c’è proprio il periodo omologo del girone d’andata rispetto a quello che si sta per vivere.

Bisceglie, Sicula Leonzio,  Akragas e Juve Stabia, un girone fa, portarono in dote solo un punto.

E’, evidente, che  a questo punto deve far di tutto per evitare di emulare se stessa.

Per fare più dei 18 punti del giorne d’andata nel ritorno occorrerà far di più proprio nella fase che sta per arrivare.