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Reggina, meteore amaranto: il triste epilogo della carriera di Mike Tullberg

Nella stagione 2007-2008 era arrivato alla Reggina con l’ambizioso obiettivo di raccogliere l’edità di Rolando Bianchi.
Arrivato dall’Aarhus, Mike Tullberg, non era però ancora pronto per giocare in Serie A da titolare.
Se ne accorsero tutti i tifosi della Reggina che, ben presto, capirono che non poteva essere lui colui il quale poteva ricalcare le orme del predecessore ceduto al Manchester City per 15 milioni di euro.

Ben presto si capì che quello straordinario gol in acrobazia che aveva gonfiato di attese l’arrivo del centravanti danese era un biglietto da visita troppo ingombrante per il giovane attaccante.

Sotto la guida di Ficcadenti esordì subito a Torino contro i granata, ma la sua prestazione risultò deficitaria e dopo qualche partita venne relegato in panchina.

In quella stagione, a gennaio, era atteso anche Stuani ma i tre allenatori (arrivarono anche Ulivieri e Orlandi) preferivano affidarsi a Cozza, Amoruso e Brienza.

L’anno sucessivo Tullberg va in prestito in Scozia e nel 2009, nonostante due anni di contratto, rescinde il suo contratto con gli amaranto.

Sceglie una nuova avventura nella Serie B tedesca al Rot-Weiß Oberhausen, ma dopo 4 gare un brutto infortunio alla coscia lo costringe al ritiro nel 2012 a soli 27 anni.