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Reggina: giù la maschera, il cambio di strategia è quasi ufficiale

A lungo si è posto l’accento sul fatto che la Reggina in questa stagione in molte occasioni avesse schierato ben sette under,  quattro dei quali nati nel 1998.

Una strategia, come più volte spiegato, che permette di rendere sostenibili i costi del campionato, grazie ai premi di valorizzazione che arrivano dai club di appartenenza e dalla Lega che paga in proporzione al minutaggio dei calciatori impiegati.

La Reggina, nel momento chiave della stagione, però sembra aver deciso di affidarsi ai giocatori più esperti.

Da due partite Gatti (’96) e  Aurilletto (’98) non trovano spazio in difesa e giocano Pasqualoni (’92), Ferrani (’87) e Laezza (’93).

Addirittura più netta la scelta a centrocampo dove  sono diventati titolari  Giuffrida (’85) e  Mezavilla (’83), mentre La Camera (’83) dopo la squalifica ha rilevato Provenzano (’91). Da due partite non trova più posto in squadra neanche il gioiello Marino (’98).

Inamovibile Cucchietti (’98), così come Hadziosmanovic (’98) per mancanza di vere alternative, a completare l’11 ci sono Armeno (’94), Bianchimano (’96) e Tulissi (’97)

Proprio il posto di quest’ultimo presto potrebbe essere insidiato dal rientrate Sciammanna (’90) che dopo sei mesi di stop punta a riprendersi un posto da titolare.

E, attenzione, nelle ultime tre partite non ci sono premi di valorizzazione per i giovani.