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Reggina: da fischi ad applausi, i due uomini simbolo della vittoria sulla Casertana

Per motivi diversi si erano presi fischi. Tanti e molto rumorosi.

Uno è Adriano Mezavilla.  A gennaio era un separato in casa, un contratto da rescindere e uno stipendio da risparmiare.

E, ad onor del vero, le sue prestazioni meritavano questo tipo di considerazione.  A 35 anni sembrava davvero alla fine della corsa: non c’era né fisicamente, né a livello psicologico.

Errori non perdonabili per uno come lui.  E’ finito in disparte, ma si è sempre allenato con professionalità e oggi sembra poter essere un giocatore utile.

Contro la Casertana è stato uno dei migliori in campo, pur andando al suo ritmo non da fulmine ha dimostrato di essere uno dei  pochi calciatori in grado di giocare con la testa alta e di suggerire interessanti palloni in profondità per gli attaccanti lanciati in contropiede.

Non esattamente una virtù che accompagna tanti calciatori della Reggina.

Si era preso fischi all’esordio anche Christian Giuffrida. E’ stato accusato di un comportamento irrispettoso verso la maglia amaranto quando ne indossava altre, la verità è che lui dà tutto per la casacca che indossa.

Lo hanno capito ieri i tifosi della Reggina che lo hanno visto ringhiare su ogni avversario, rincorrere tutti i palloni e non temere niente e nessuno.

Da un suo pressing nella metà campo avversaria è nata la punizione che generato il gol vittoria.

Mezavilla e Giuffrida hanno ribaltato i fischi e sembrano essere gli uomini che possono aggiungere quel tasso d’esperienza che può servire per agguantare gli ultimi punti necessari per la salvezza.