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La Reggina, Reggio Calabria ed il rischio della verità

La Reggina contro il Monopoli ,per bocca di allenatore e presidenza, gioca “la partita della vita”.

Parole che mirano evidentemente a caricare l’ambiente, sebbene anche in caso di insuccesso non mancherebbero le prove d’appello.

Le cose, certo, si complicherebbero in maniera più o meno seria, ma la drammaticità sarebbe lontana.

Si è deciso di andare “all in”, perchè davvero si sente il bisogno di uno stadio che sia un po’ meno deserto.

Biglietti a un euro nella maggior parte dei casi per gli abbonati, delle donne e dei giovani (scuole calcio e scuole).  Giusto perchè regalarli non è possibile a norma di legge.

La Reggina si gioca tanto e si consegna alla città che avrà i cancelli del Granillo praticamente aperti.

Una prova importante in cui probabilmente la città non avrà più scuse.

Se davvero ci tiene ad una squadra di buon livello, magari pretendendo qualcosa di più dei modesti traguardi fissati oggi, sarebbe opportuno che i gradoni siano meno vuoti del solito.

Il rischio è che davvero si dimostri ancora una volta che la Reggina interessa poco (non è così, a giudicare dai numeri che ciascuna tematica ha) e qualsiasi pretesa volta ad ambire a traguardi più ambiziosi o a investitori che alzino l’asticella rischia di non essere poi così legittima.

Almeno per domenica anche l’assenza-dissenso (quello nei confronti dell’operato societario)  andrebbe messa da parte.