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Reggina, c’è più di un fattore che può autorizzare ottimismo

La Reggina ha cambiato filosofia di gioco. Lo si è capito non solo per deduzione soggettiva, ma anche e soprattutto analizzando le statistiche.

Sono tre gli 0-0 arrivati nelle ultime cinque partite e se non è record poco ci manca.

La difesa sembra aver davvero trovato una quadratura che quasi fa invidia a chi risiede stabilmente nella colonna della sinistra della classifica, ma è pur vero che la squadra sta lasciando a desiderare sotto il profilo della proposizione offensiva.

Una scelta quasi consapevole, tenuto conto che al bottino di punti necessario alla salvezza non manca poi tantissimo e può essere utile portare a casa qualche pareggio in più.

La trasferta di Andria non ha cambiato le carte in tavola per ciò che riguarda le considerazioni relative al gioco, ma ha offerto qualche spunto che autorizza un cauto ottimismo in vista delle prossime nove partite.

C’è un Castiglia che sembra trovarsi meglio come mezzala sinistra e contro i pugliesi per la prima volta lo si è visto in crescita sotto il profilo fisico.

La Camera, invece, sembra essere il portatore di palla, nonché il metronomo davanti alla difesa che sembrava mancare.  A questo si aggiunge che batte diversi calci piazzati.  C’è da migliorare sotto ogni aspetto, ma un giocatore di  questa personalità la Reggina non l’aveva. Resta da capire se da qui alla fine avrà il tempo di trovare la condizione migliore.

Ad assicurare, invece, dinamismo, capacità di inserimento e gioventù c’è invece Roberto Marino, ormai una certezza per la squadra.

Con una cerniera di centrocampo di questo tipo la squadra potrebbe davvero trovare il modo di proporre qualcosa in più sotto il profilo del gioco. Tocca a Maurizi individuare la strategia adeguata.

E occhio alle alternative: anche Provenzano per una squadra che lotta per non retrocedere sembra un lusso come alternativa.