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Domenica 11 Reggina e Viola dimostrino di tenere ai tifosi

Si sono spese milioni di parole. Non sono bastati neanche fiumi di inchiostro e decine di volumi a spiegare interamente quanto Reggio Calabria e la sua socialità siano legati a doppio filo alle sorti delle sue due maggiori realtà sportive: la Reggina e la Viola.

Lo sport, anche nei momenti più bui, ha fatto da traino ad una città che quando ha provato ad alzare la testa lo ha fatto parallelamente al calcio ed al basket.

Oggi in quel rapporto viscerale manca qualcosa. Manca in una Viola che vola in campionato e che meriterebbe almeno 5000 spettatori al Pala Pentimele, manca in una Reggina che annaspa nei quartieri bassi della Serie C nel deserto del Granillo.

E manca qualcosa anche perchè c’è organizzare davvero qualcosa che riporti la chiesa, pardon lo sport, al centro di un villaggio che ha bisogno di leve d’orgoglio per trovare riscatto anche in altro.

Domenica 11 la Reggina si gioca tantissimo contro il Monopoli, la Viola sarà impegnata in casa contro Biella. Amaranto in campo alle 14.30, neroararancio alle 17 contro Biella. Due appuntamenti che suggeriscono una continuità temporale che quasi impone lo studio di qualcosa che possa muovere la coscienza della Reggio sportiva.

Una giornata dell’orgoglio reggino, in cui due eccellenze della città sognano di rivivere i fasti e il  coinvolgimento popolare di un tempo.

Una data in cui si potrebbero studiare iniziative che riavvicino i giovani e le famiglie a chi ha saputo fare la storia di una città che avrebbe bisogno di ritrovarsi sotto un’unica bandiera, quella di Reggio Calabria.

Quella che forse solo lo sport è riuscita a tenere alta ad un certo livello.
Tocca a chi tiene le fila capire come individuare l’adeguata politica di marketing. L’11 si avvicina