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Reggina: è arrivato il conto e va pagato

di Pasquale De Marte – La Reggina esce sconfitta dalla gara contro il Trapani.   Normale, normalissimo.  I granata coltivano ancora il sogno di raggiungere la Serie B, contano un budget  pari a tre o quattro volte quello amaranto ed avevano in campo una squadra  di tutt’altra esperienza.

Prima di avventurarsi in qualsiasi considerazione è sufficiente mettere a confronto gli anni di nascita (foto a destra) delle delle due formazioni e soffermarsi sul curriculum dei protagonisti per rendersi conto di quanto positiva sia stata la prestazione dei giovanotti amaranto.  Gli applausi del pubblico  a una sconfitta subita testimoniano che i tifosi amaranto (sempre meno a dire il vero) non sono degli sprovveduti.

Non era normale, invece, che la squadra dopo il preoccupante “piattume” messo in mostra nelle ultime esibizioni riuscisse a tirare fuori una prestazione di assoluto livello contro una contendente di primissima fascia.

C’è una spiegazione tattica, dato che non sempre si trovano avversari che se la giocano a viso aperto, che ti concedono profondità e rappresentano occasioni in cui non hai nulla da perdere.

Si, perchè c’è probabilmente anche una spiegazione mentale.  Contro il Trapani si è vista una Reggina che ha giocato con una testa più sgombra, che ha dimostrato di avere qualità e concetti che negli ultimi tempi davano l’impressione di essere finiti in naftalina.

E va in archivio una sconfitta che lascia in eredità due cose.  La consapevolezza che, se sfruttato a dovere, questo organico può trovare risorse sufficienti a ottenere con tranquillità l’obiettivo minimo della salvezza.  L’altra è, invece, una classifica che rischia di farsi sorprendente difficile.

La Reggina adesso va ad Andria.    Contro la Fidelis serve un risultato positivo o si rischia di trovarsi invischiati nelle sabbie mobili. Il margine, ad oggi, è comunque rassicurante.  C’è da augurarsi che lo sia anche sabato sera.

Ed una partita così delicata non è che il conto che il campionato presenta alla formazione amaranto, rea di essersi inconsciamente fermata per due mesi prima di Natale, a quanto pare, per problemi che hanno portato alla rivoluzione di gennaio e per essersi accontentata nel doppio turno casalingo di due pareggi.

La Reggina vista contro il Trapani il conto lo può pagare, quella contro Virtus Francavilla e Racing Fondi dovrà lanciare una preghiera e che se gli episodi non andranno favore quantomeno restino neutri.

E attenzione alla classifica: i pugliesi hanno una partita in meno, avendo già riposato.  E sulla loro stagione incidono i tre punti di penalizzazione.  Ci sono da evitare gli ultimi tre posti, dato che con molta probabilità il quartultimo varrà la salvezza diretta (bisogna avere 8 punti di vantaggio sull’ultima, il derelitto Akragas).