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Ora comanda Cosenza, la Reggina e Reggio Calabria inseguono

Erano gli anni ’90 e la Reggina si appropinquava al campionato di Serie B prendendo esempio da ciò che il Cosenza riusciva a fare: essere una presenza costante tra i cadetti e ogni tanto strizzava l’occhio ad inserirsi nella corsa alla promozione.

A quei tempi la società amaranto si stava strutturando dopo  il fallimento pilotato, l’importante parentesi Benedetto e il Sant’Agata, mattone dopo mattone, iniziava a crescere facendo fiorire per primi i vari Orlando, Di Sole, Campolo e Giovanni Tedesco.

Bastarono pochi anni e l’escalation della società di Lillo Foti portò ad un sorpasso totale su quella che era la dimensione calcistica della città bruzia:  risultati sul campo, settore giovanile all’avanguardia e Serie A come fisiologica conseguenza di una struttura societaria di primo livello.

Sono passati poco più di vent’anni e Reggio Calabria, a livello calcistico, dopo un eccezionale giro di giostra si è trovata annientata.

Oggi Cosenza è di nuovo avanti.   Al Granillo c’è un terreno di gioco difficile da trovare ormai anche in Promozione.

In Sila, invece, ogni anno si allestisce una formazione ambiziosa che, prima o poi, riuscirà a trovare il varco per andare a prendersi un posto in Serie B.  Senza mai fare il passo più lungo della gamba, con la consapevolezza che a livello finanziario non si potrà mai fare lo stesso sforzo del Catania o del Lecce di turno.

Il San Vito, ormai obsoleto, presto potrebbe essere solo un ricordo, dato che c’è in cantiere il progetto del nuovo stadio di Cosenza che potrebbe attirare nuovi investitori.

Da vent’anni fa e fino a un paio di stagioni fa era normale che la Reggina vincesse sempre o quasi contro il Cosenza (7 vittorie di fila nel derby nell’ultima serie utile), adesso che il Cosenza abbia la meglio sugli amaranto sarebbe nell’ordine delle cose.