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Reggina – Il futuro passa dal Granillo, ma è il momento di inventarsi qualcosa

La Reggina, fino al momento, ha disputato un campionato pienamente in linea con quelle che erano le ambizioni di inizio stagione.
L’obiettivo è salvare la categoria. Si tratta di un concetto che viene ribadito costantemente, però se l’obiettivo è migliorarsi costantemente è giusto fare un analisi di ciò che è stata la stagione.
Fino al momento quello che si frappone tra un buon cammino come quello avuto e una stagione in cui la barba sarebbe già in porto sono le quattro rimediate al Granillo. Cosenza, Siracusa, Sicula Leonzio e Rende. Tutte meritate, tutti passaggi a vuoto contro squadre con cui in molti casi fare punti sarebbe stato non impossibile.
La gara contro il Fondi è stata la seconda in cui la Reggina ha proposto al Granillo il nuovo atteggiamento tattico. Si difende a cinque, si cura di più la fase di non possesso e in attacco, se non ti concedono profondità o trovi l’episodio a favore, tutto diventa più difficile.
I lanci per Bianchimano diventano l’unica e prevedibile risorsa.
Questo è il momento in cui, però, vanno trovate delle alternative perchè la squadra in panchina contro i laziali aveva risorse e pedine che se mosse nel modo giusto avrebbero potuto quantomeno rappresentare metodi alternativi per scardinare l’arroccato atteggiamento degli uomini di Sanderra.

Al Granillo, non volendo considerare le partite “bonus” in cui non si avrà nulla da perdere contro Trapani e Lecce, arriveranno la Virtus Francavilla, il Monopoli, la Casertana, l’Akragas e la Juve Stabia.
Tutti scontri diretto quasi, tutti match da cui dovranno arrivare buona parte dei quindici punti (o forse meno) che mancano alla salvezza.