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Reggina, gli stracci sono volati sul serio e complimenti ai giocatori

di Pasquale De Marte – Nella Reggina, alla fine, gli stracci sono volati.  Che qualcosa non andasse per il verso giusto all’interno dello spogliatoio lo si era capito esattamente dalla gara con il Siracusa.  Anzi da prima che si perdesse.

Da quel momento in avanti qualcosa aveva iniziato a non funzionare e soprattutto il tecnico Maurizi aveva carpito che le cose erano pronte a degenerare.  Cosa sia accaduto nelle segrete stanze del S.Agata e che abbia dato origine a quello che poi è deflagrato lo sanno in pochi.

Reggina: un passo indietro

A tutti, invece, sono noti gli effetti. Quelli che hanno portato la squadra a rischiare di naufragare dopo aver illuso tutti che potesse addirittura puntare ai play off, soprattutto in un periodo in cui persino la buona sorte sembrava tifare amaranto (è bene non dimenticarlo).

Che qualcosa stesse iniziando a non andare per il verso giusto lo si doveva immaginare da una conferenza stampa in cui Basile, quando ancora la squadra stazionava nella parte sinistra della classifica ed era l’11 novembre, invitava tutti a stare con i piedi per terra e a prendere atto del fatto che per salvarsi sarebbe potuto essere necessario aspettare l’ultimo minuto dell’ultima partita.

Era forse il segnale che qualcuno realmente si stava montando la testa, travestito da invito all’umiltà assoluta nel momento  in cui una sola sconfitta casalinga  difficilmente avrebbe minato ad un entusiasmo che, seppur a fatica, dava l’impressione di potersi creare.

Che ci fosse qualcosa di strano lo si era capito dal fatto che all’indomani di qualche risultato negativo di troppo la società avesse deciso di rinnovare il contratto ad un allenatore che, risultati alla mano, stava facendo bene, ma non benissimo.

A memoria nessun altro allenatore in Serie C ha già il contratto rinnovato, figurarsi se si tratta di una cosa “ordinaria” in una società che sgomita per garantirsi un futuro sostenibile.

Ma era anche il momento in cui qualche nodo dava l’impressione di venire al pettine e l’errore estivo di aver confermato qualche calciatore per il quale la Reggina era un “progetto con la data di scadenza sull’etichetta” si ripresentava.

Reggina: ambiente compattato

Gli stracci sono volati sul serio.  Sono volati sul serio perchè la società risulta particolarmente attiva sul mercato, sta sondando tanti  calciatori di discreta importanza per la categoria e per  l’obiettivo amaranto.

Tanti, fin troppi per una squadra che ha tre punti in più dell’anno scorso, una media punti superiore (c’è un turno di riposo da considerare)  ed è perfettamente in linea con l’obiettivo dichiarato.

E per questo c’è da fare i complimenti ai giocatori.  C’è da fare loro i complimenti per il buon calcio che hanno espresso nelle prime giornate, per i risultati che hanno ottenuto e per essere riusciti nella titanica impresa di rendere univoco il giudizio di un  ambiente  non sempre compatto ultimamente: dalla società alla stampa, passando per tifosi e forse staff tecnico.

Adesso tutti, infatti, sono utili, nessuno indispensabile e se dovesse andar via qualcuno dei protagonisti dei due mesi che hanno proceduto il derby vinto a Catanzaro nessuno si strapperà le vesti