Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Meteore alla Reggina – Non quell’Alvarez, ma l’altro: è diventato una stella
Action photo during the match Vancouver Whitecaps (CAN) vs Tigres UANL (MEX), corresponding to Second leg match of Semifinal Tournament CONCACAF Champions League 2016-2017 at BC Place Stadium. Foto de accion durante el partido Vancouver Whitecaps (CAN) vs Tigres UANL (MEX), correspondiente al partido de ida de semifinal de la Liga de Campeones CONCACAF 2016-2017 en el BC Place Stadium, en la foto: Damian Alvarez celebra su gol de Tigres 05/04/2017/MEXSPORT/David Leah.

Meteore alla Reggina – Non quell’Alvarez, ma l’altro: è diventato una stella

La Reggina, nel corso della sua storia, da quando si è aperta soprattutto al mercato estero ha visto passare tra le sue fila diversi giocatori che non hanno lasciato il segno.

Quando si pensa ad un Alvarez si pensa all’urugagio Pablo, arrivato alla corte del tecnico Ficcadenti per sostituire Mesto dopo la cessione all’Udinese.

Neanche lui lasciò il segno, ma nel percorso della società dello Stretto c’è un omonimo argentino che risponde al nome di Damian.

Un attaccante sgusciante, arrivato addirittura dal River Plate, scovato da Gabriele Martino e che, di fatto, fu l’unico rinforzo di gennaio della corazzata di Franco Colomba che conquistò la seconda promozione in Serie A della storia della Reggina.

All’ombra di calciatori come Cozza e Leon trovò pochissimo spazio.  Solo cinque apparizioni.

Classe 1979, si è ritirato da pochi mesi.
Dopo esser tornato al River senza lasciafrei l segno, ha giocato 14 anni in Messico tra Morelia, Pacuca e Tigres.

Quasi 80 gol, non malissimo per un seconda punta che è stata addirittura naturalizzata per giocare la nazionale messicana (due presenze per lui).

Soprattutto con il Pachuca ha vinto sei competizioni (nazionali ed internazionali) da protagonista.

E al momento del suo ritiro non sono mancati decine di attestazioni di stima da parte di tanti colleghi.

Non avrà lasciato il segno nella Reggina, ma la sua carriera è stata comunque da applausi.