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Calcio – Reggina, dagli scaloni al ‘gps metabolico’

La Reggina, soprattutto negli ultimi tempi, non ha avuto grandi risultati. Sono in tanti a provare a trovare delle chiavi di lettura per questo momento negativo e per qualcuno molto sarebbe da imputare anche alla condizione fisica.

La squadra, infatti, non ha fatto una preparazione fisica tradizionale. Ma sin dal primo giorno di ritiro ha lavorato sempre e soltanto col pallone e neanche durante la settimana si concede mai particolari sedute con focus sulla parte atletica.

A spiegare alcuni aspetti di questa scelta è stato il tecnico Agenore Maurizi.

La Reggina si avvale di uno dei tanti strumenti utilizzati nella preparazione fisica finalizzato al monitoraggio detto “gps metabolico”.

Un sistema che Maurizi utilizza già da qualche anno e che, per coincidenza, lo accomuna al preparatore atletico trovato a Reggio: il professor Carmelo Praticò e il professor Zuddas.

Accelerazione, decelerazione, intensità e recupero sono i parametri che vengono monitorati.   Un sistema che, in un certo senso, ottimizza il lavoro per dei calciatori e per non degli atleti di atletica leggera.

Se si pensa che gli anni scorsi con Zeman figlio si facevano gli scaloni questo la dice lunga su come siano cambiate le idee sulla panchina della Reggina.

Un metodo che per molti versi permette di evitare che si perda troppo tempo in scelte di preparazione finalizzate poco per il calcio e molto più per altri sport, limitando lo spazio che invece viene lasciato a tecnica e tattica.

Si tratta di un sistema utilizzato in Spagna e  nel calcio a 5, da cui Maurizi proviene, e che in Italia viene da tempo utilizzato anche da Montella.

Attualmente secondo i riscontri la Reggina non avrebbe problemi di condizione fisica.