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Reggina, la crisi è vera, profonda, preoccupante. Ma chi dovrà intervenire?

“Ci sono dati di fatto ed opinioni”, una frase spesso utilizzata dal tecnico della Reggina Maurizi nell’analisi dei suoi pre e post gara. La facciamo nostra, e parliamo di dati di fatto, dichiarando in maniera ufficiale che la squadra amaranto è in piena crisi. Crisi vera, profonda, preoccupante, sul piano del gioco e dei numeri. Solo due punti nelle ultime sei gare ed una classifica che ha visto precipitare De Francesco e soci dalla tranquilla zona play off ad un passo dai play out.

Una incredibile involuzione, nel giro di un mese la squadra si è di fatto svuotata di tutti quei valori che per un buon periodo ne avevano caratterizzato il percorso, fino ad illudere soprattutto i tifosi che si sarebbe potuto disputare anche un campionato diverso rispetto agli obiettivi dichiarati.

Finito il gioco di comando, finita l’aggressività, finite le idee, finita la sintonia con l’allenatore, finiti i gol, anche quelli di Andrea Bianchimano. Le motivazioni? Fino ad oggi si è cercato di circoscrivere ogni prestazione ad un fatto episodico, la doppia batosta con Akragas e Sicula Leonzio, due scontri diretti, dovrà invece aprire necessariamente una discussione interna seria con analisi più profonde.

Ma chi dovrà essere l’interlocutore di questi confronti con la squadra? La società, in questi due anni di gestione, per scelta, non mai messo becco in discussioni di natura tecnica, mentre almeno in tre circostanze è entrata a gamba tesa nei confronti dei propri calciatori ottenendo scarse risposte o addirittura contrarie.

Il tecnico Maurizi, che oggi appare la figura più autorevole del comparto tecnico, ripete ormai da diverse settimane che il comportamento generale della squadra è parecchio sotto le sue aspettative e soprattutto rispetto a quell’inizio di stagione contraddistinto, tra le atre cose, anche da grande furore agonistico. “Siamo sott’acqua” il grido d’allarme della scorsa settimana, il gruppo ha risposto con un’altra pessima prestazione e lo 0-3 con la Sicula Leonzio.

Poi c’è Sasà Basile, il coordinatore dell’area tecnica. Giovane e di personalità. Lo conosciamo ma non in maniera profonda e per questo non azzardiamo giudizi sulle sue capacità di interloquire con un gruppo che gruppo più non è.

Esiste, ci chiediamo, all’interno della società una figura dirigenziale adatta, capace di leggere approfonditamente le problematiche, analizzarle insieme ai calciatori, capirne le motivazioni e risolverle?

M.F.