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Reggina, a Lecce da evitare un’altra Trapani. Prudenza si, ma guai ad avere paura

Cinque giornate e poi il giro di boa. La Reggina ha già guadagnato due punti in più rispetto alla chiusura del girone di andata della passata stagione, ma guai a cullarsi su dati che in un campionato difficile ed imprevedibile come quello di serie C, possono subire modifiche improvvise ed in pochissimo tempo.

Il cammino degli amaranto rispecchia, secondo quelli che sono i numeri, un equilibrio quasi perfetto, con quattro vittorie, altrettante sconfitte e cinque pareggi, fedelmente riportati da una classifica che colloca la squadra di Maurizi praticamente al centro della stessa, al momento in zona play off e con cinque lunghezze di vantaggio da quella play out.

Da adesso e fino alla fine del girone di andata una serie di confronti che potrebbero dire qualcosa in più sulle prospettive di questa stagione, perché dopo lo scoglio Lecce, si completerà il percorso con una serie di scontri diretti. Sbagliato considerare, come spesso accade, una partita come quella in terra di Salento, tra quelle in cui perdere può rientrare nella logica delle cose.

Lo stesso ragionamento lo si era fatto anche in occasione della trasferta di Trapani e l’atteggiamento dell’intera squadra è stato pessimo. Partire con l’idea che in questi campi il risultato è sempre chiuso, condiziona in negativo le prestazioni, sui giovani l’effetto potrebbe essere ancora più accentuato. Il Lecce è forte, forse la squadra più forte, lo dice il curriculum dei giocatori che compongono l’organico, lo dice in maniera ancora più chiara la classifica.

Ma se è vero che nelle sette partite giocate allo stadio di Via del Mare sei sono state le vittorie, è altrettanto vero che gran parte di questi successi sono arrivati con particolare fatica e con un gol di scarto e l’unico pareggio maturato con l’Akragas, oggi ultimo in classifica.

M.F.