Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina, la desolazione del Granillo. E per qualcuno… è finita in parità

Reggina, la desolazione del Granillo. E per qualcuno… è finita in parità

Verrà ricordata per lungo tempo la gara tra Reggina e Siracusa. Certamente non per la prestazione degli amaranto e più in generale per nulla di tutto ciò che ha riguardato il rettangolo di gioco. In tanti si è fatta parecchia fatica, soprattutto all’inizio, a rendersi conto che si trattava di una partita di campionato ed anche importante.

Si è scesi in campo di martedi in un orario decisamente inconsueto (e si continua a dire che si vuole riportare la gente allo stadio) e lo spettacolo presentato dal Granillo è stato davvero desolante. Un impatto bruttissimo con le due curve totalmente vuote ed ovviamente anche la gradinata. Poche anime anche in tribuna ovest dove, invece, qualche numero in più lo si aspettava, vista la chiusura appunto della curva sud. Inizia la partita ma lo smarrimento tra i presenti continua e continuano i commenti su quelle muraglie di cemento vuote.

La distrazione è totale nel momento in cui qualche tifoso ci invita ad affacciarci dal settore di tribuna, per assistere ad un altro spettacolo, ancor più deprimente, quello delle lunghissime code ai tornelli. Sono almeno in trecento in fila indiana che attendono di poter accedere allo stadio, controlli serrati, perquisizioni, proteste vibranti e notevole ritardo. C’è rabbia e molta tensione, qualcuno ha addirittura deciso di rinunciare all’incontro pur avendo pagato il biglietto, tanti altri garantiscono di non mettere più piede al Granillo per il futuro.

C’è chi invece, superato il grande disagio ha assistito all’incontro ed al triplice fischio finale,  avendo fatto ingresso un po’ dopo la mezzora, con molta ironia mista ad amarezza, ha manifestato finta soddisfazione per il pareggio della Reggina… Le due reti del Siracusa erano state realizzate ai minuti 21 e 31 della prima frazione, per il simpatico tifoso, come per tanti altri, non è stato possibile vederle.