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‘Reggina camaleontica’. A Caserta tecnicamente brutta, ma nella battaglia è presente

Tecnicamente la partita più brutta quella giocata fino al momento dalla Reggina? Decisamente si, solo che della stessa prestazione ne vanno ricercati i perché. Sono bastati pochi minuti per capire che quel match di Caserta aveva un indirizzo ben preciso e che per quella giornata difficilmente avremmo visto qualche giocata di particolare interesse.

Troppo alta la posta in palio soprattutto per i padroni di casa che hanno impostato l’incontro sull’aggressività e la cattiveria agonistica. Soprattutto quel primo tempo in cui l’arbitro ha dovuto ripetutamente interrompere il gioco per i numerosi falli che si sono verificati in ogni zona del campo e dove i due portieri non sono mai stati seriamente impegnati. Se da un lato si è dovuta registrare l’impossibilità a disputare come vuole Maurizi una gara di comando, dall’altra si prende atto di un atteggiamento, quello degli amaranto, come lo stesso tecnico ha voluto definirlo, camaleontico, cioè quella capacità di calarsi pienamente nella parte e quindi affrontare la battaglia con le stesse armi.

Nonostante la giovane età complessiva del gruppo, nessuno si è tirato indietro, anzi, in due circostanze l’eccessiva foga è costata cara prima a Laezza, beccato dal segnalinee in uno scontro con Alfageme e quindi espulso e poi a Fortunato, che con i cartellini gialli ci ha fatto ormai l’abitudine. Per la cronaca entrambi saranno assenti in occasione del turno infrasettimanale con il Siracusa.

E nel contesto di un match maschio è emerso finalmente il calciatore più atteso, il brasiliano Mezavilla il quale ha battagliato su ogni pallone e si è reso prezioso nei momenti più delicati della sfida. Alla fine viene conquistato un importantissimo pareggio che fortifica una classifica sempre più interessante e tiene ancora la Reggina ancora dentro la griglia dei play off, tanto da poter considerare quello di domani con il Siracusa, un vero e proprio scontro diretto.

M.F.