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Reggina, applausi per Cucchietti, Bianchimano e De Francesco, ma decisivo l’ingresso di Porcino

Reggina-Catania, ancora se ne parla e per molto tempo ancora se ne parlerà. Perché quando riesci a vincere una partita all’ultimo respiro, a quella esplosione di gioia e di grande entusiasmo del momento, segue una forma di goduria che il tifoso si porta dentro successivamente. Se quella vittoria maturata all’ultimo istante arriva contro una delle rivali sportive di sempre, allora tutti quei sentimenti si accentuano ulteriormente, soprattutto dopo aver ingoiato bocconi amari per un lunghissimo periodo.

I meriti di Cucchietti, Bianchimano e De Francesco

Si legge da più parti sia stata la vittoria di Cucchietti, Bianchimano e De Francesco e dati alla mano è assolutamente innegabile che i tre calciatori ne abbiano fornito un contributo assai determinante. L’estremo difensore nel proteggere la propria porta in special modo nei primi venti minuti quando gli amaranto erano sotto assedio, gli altri due nella capacità di trasformare in gol giocate di alta scuola calcistica.

Analisi tattica e non solo tecnica

E’ doveroso, però, analizzare il match non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto tattico. Perché al cospetto di un primo tempo in cui il Catania ha dominato in lungo ed in largo e sprecato moltissimo, ci sono gli accorgimenti del secondo preziosi e decisivi nel cambiare le sorti dell’incontro. Prima frazione: La decisione di buttare nella mischia sin dal primo minuto Mezavilla con Porcino fuori, nasceva da una idea ben precisa, quella di contrapporre ad una corazzata di giocatori espertissimi e di grande qualità, almeno sulla mediana un elemento altrettanto esperto e bravo ad interrompere le giocate avversarie. Ma il gioco in ampiezza dei rossoazzurri e la non ancora brillante condizione atletica del brasiliano, hanno complicato il progetto tattico iniziale, con l’aggiunta di De Francesco che nel ruolo di interno di centrocampo, in questo contesto, non sempre riesce ad esprimere al meglio le proprie qualità.

Perchè se è giusto affermare che il capitano lo scorso anno ha sempre giocato in quella zona di campo risultando uno dei migliori della categoria, è altrettanto vero che il 4-3-1-2 di Maurizi impone movimenti e coperture diverse.

L’ingresso di Porcino determinante

Fin troppo evidente che, forse anche per il concomitante calo dei catanesi, con un solo accorgimento, mister Maurizi abbia ribaltato l’incontro a favore degli amaranto. Porcino dentro, De Francesco davanti alla difesa, tutta un’altra storia. Il mancino, dopo due apparizioni non proprio esaltanti, ha sfoggiato una grandissima prestazione, sotto l’aspetto tattico, della corsa, del dinamismo. Occupando benissimo la zona di propria competenza e proponendosi con incursioni “alla Porcino”, che hanno reso più complicata la fase difensiva al Catania. De Francesco è salito in cattedra e come spesso accade, di conseguenza, ne ha giovato il gioco della squadra.

Il secondo gol un capolavoro calcistico

Il gol maturato all’ultimo respiro è un capolavoro che contiene tante cose di calcio. La caparbietà di Garufi, la tecnica di Tulissi, la forza atletica di De Francesco che sovrappone al minuto 94 e la precisione nel passaggio, il velo di Fortunato, la freddezza e la qualità di Bianchimano. Altro che la solita fortuna di Maurizi…

M.F.