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Reggina – Catania: quando Lo Monaco lavorava per gli amaranto…

Quello tra la Reggina e Pietro Lo Monaco, attuale amministratore delegato etneo,  è un rapporto solo apparentemente burrascoso. Risiede nel temperamento del navigato dirigente dire spesso quello che pensa, a volte senza curarsi (per scelta) degli effetti che potrebbe sortire.
Lo Monaco, nel calcio, non è uno qualunque. E’ partito da osservatore e ha collezionato successi con tante squadre, consegnandosi alla storia come uno dei protagonisti della costruzione della straordinaria rete di scouting dell’Udinese.

La Reggina e Lo Monaco si conoscono da tantissimo tempo. Campano di nascita, ma ormai della provincia di Messina per adozione, Lo Monaco ha svolto l’osservatore per la società amaranto per qualche stagione negli anni ’90.

Da allora in avanti è iniziato un cursus honorum di tutto rispetto. E molte volte il suo cammino ha avuto polemiche contro avversari: memorabile quella con Mourinho per le “bastonate sui denti” e “il Monaco de Tibet”.

Reggina: spesso polemiche

Anche con la Reggina, però, non sono mancati gli screzi.
Il 3-3 di Empoli, nel 2007, rischiava di inguaiare il Catania e dalla città etnea non mancarono i lanci di sospetti sulla regolarità di quella partita.
Quando la Reggina, a campionato finito, ebbe modo di disputare il play out vittorioso contro il Messina, furono scintille. Lo Monaco, all’epoca proprietario dei peloritani, contestò e non poco quella vicenda.
Quello, però, era lo stesso anno in cui il derby d’andata venne rimandato per la concomitanza con le feste patronali a Reggio: in quel caso Lo Monaco se la prese con la scelta di giocare di venerdì all’ultimo momento che, forse, sarebbe stato anche peggio vista la tradizionale “veglia” prevista sulla sponda orientale dello Stretto.
Lo scorso anno, poi, il pareggio tra i rossazzurri e gli amaranto al Granillo lo fece andare su tutte le furie per un terreno di gioco che aveva vistosamente penalizzato il maggior tasso tecnico dei suoi