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Reggina, Mariotto: ‘Basile mi somiglia, Maurizi lo stimo. Tulissi e Di Livio forti, forti’. Sul pubblico amaranto…

di Michele Favano – Fa parte del gruppo degli indimenticabili. Primo anno in sordina ancora giovanissimo, l’esplosione con la banda di Scala, due promozioni in serie B con la maglia della Reggina ed una serie A persa ai calci di rigore. Massimo Mariotto è uno dei beniamini di sempre della tifoseria amaranto, ha sposato una reggina, vive a Reggio Calabria. E’ stato ad un passo dal ritorno ma nelle vesti di direttore sportivo, oggi è in cerca di nuova sistemazione e nel frattempo? “Vado in giro a vedere partite, tante, tantissime. Nord, centro, sud, estero, di qualunque campionato e di qualsiasi categoria. Il mestiere del Ds in questo preciso periodo storico è particolarmente complicato, perché le squadre ogni anno diminuiscono, tante altre hanno situazioni economiche catastrofiche. Sono anche un po’ presuntuoso tanto da rifiutare in questo momento qualche proposta proveniente dalla serie c, preferisco aspettare la chiamata che ritengo possa essere quella giusta per me”.

Che idea ti sei fatto sulla nuova Reggina per quello che riguarda la rivoluzione tecnica operata la scorsa estate?

“Apprezzo Sasà Basile. Mi somiglia molto, mi piace come si presenta, molto chiaro nella esposizione, conosce la materia e si è buttato con grandissimo entusiasmo in questa avventura difficile. E’ evidente la sua conoscenza verso i calciatori e si è calato in maniera decisa in una realtà come quella di Reggio Calabria, ha fatto un lavoro di grande qualità, tenuto conto che fare calcio oggi è molto più complicato rispetto a quello di qualche anno addietro”.

E della squadra cosa mi dici?

“Nel complesso squadra piacevole. Incarna lo spirito Reggina ed ha molti elementi di qualità in organico in attesa del rientro di Di Livio. Quando può fare leva su elementi come De Francesco, Porcino, Bianchiamano e Tulissi, hai già dentro l’undici base giocatori in grado di fare la differenza e risolvere qualche problema. Contro l’Andria, soprattutto nel primo tempo, la partita si poteva anche perdere, ma alla fine, proprio in virtù di quello che ho detto, si è riusciti a vincerla. I ragazzi amaranto sono stati bravi a reggere l’urto e trovare i momenti adatti per arrivare a fare gol”.

Hai parlato di problematiche da risolvere, in che senso?

“La Reggina ha dei punti deboli che individuo nel reparto difensivo, ma tutto migliorabile. Tolgo da queste problematiche l’estremo difensore Cucchietti che ritengo fortissimo, il resto con il lavoro si può certamente mettere a posto grazie a Maurizi. E’ un allenatore arrivato con grande scetticismo, lo conosco bene ed è un gran lavoratore, il modulo è adatto ai calciatori che ci sono in organico. Ha idee, voglia, ha fatto gavetta, lo stimo molto, ci siamo confrontati qualche volta e mi ha fatto una buonissima impressione. Mi fa piacere che il pubblico abbia assunto un atteggiamento giusto nei suoi confronti, della squadra, questo è il vero spirito Reggina”.

Mi parlavi di Di Livio…

Di Livio è forte forte. Lo scorso anno ha vissuto una stagione particolare. L’ho visto all’opera nella Primavera della Roma sarà il fiore all’occhiello di questa Reggina, ritengo davvero possa far fare il salto di qualità. La mia idea è che ogni ragazzo che esce da un campionato Primavera debba iniziare dalla serie C e questo può essere davvero il suo primo anno per mettere in evidenza le proprie qualità. A Di Livio aggiungo Tulissi che lo scorso anno avrei voluto portare a Monopoli. Ha tecnica, capacità di puntare e superare l’avversario, spunto. Ha, come si dice in gergo, lo stampino Atalanta, la scuola è quella”.

E la prossima sarà Monopoli-Reggina. A proposito perché sei andato via dalla Puglia?

“La mia esperienza a Monopoli si è conclusa dopo aver vissuto una stagione in cui all’interno della dirigenza vi erano delle divergenze tra i soci. Ho preferito farmi da parte, con dispiacere perché avevamo iniziato un buon lavoro. Hanno cominciato bene la stagione, anche se rispetto alla nona dello scorso campionato, c’è solo un punto in più di differenza. Il Monopoli di oggi ha qualche under in meno, molta fisicità e la capacità di essere spietati nelle ripartenze, oltre ad un pubblico con grande entusiasmo. La Reggina dovrà essere brava a fare una gara di massima attenzione, di sofferenza, aspettando il Monopoli senza mai concedergli la possibilità di poter ripartire”.